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Expat blues: che cos’é e come superarlo

blues-expat-tristezza-espatrio

 

L’expat blues è uno stato d’animo che può caratterizzare l’individuo che si è trasferito-per motivi di lavoro, di studio o altro- in un paese diverso da quello dove è nato e cresciuto. E’ essenzialmente una sensazione di tristezza che caratterizza le attività svolte quotidianamente. Ecco 5 consigli su come superare tale malessere. Continue reading “Expat blues: che cos’é e come superarlo”

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La barriera linguistica

linguaggio-barriera-expat-straniero

 

Una delle prime difficoltà incontrate da chi si trasferisce all’estero è costituita dalla barriera linguistica.

Dover affrontare un colloquio per trovare casa, per reperire il lavoro, per adempiere ai tanti atti burocratici necessari nei primissimi tempi del trasferimento, può divenire frustrante e scoraggiare gli expat.

In questa prima fase sarebbe opportuno farsi aiutare da un connazionale che vive da più tempo sul territorio e conosce sia la lingua che le procedure burocratiche da adempiere.

Una sorta di “mediatore culturale” che non solo farà da interprete ma soprattutto aiuterà e supporterà la persona in questa prima,delicata fase del trasferimento.


Comunque l’apprendimento della lingua rimane un passo imprescindibile per una soddisfacente integrazione nel nuovo sistema culturale e territoriale, contribuendo a ridurre il senso di estraneità nei confronti del nuovo paese.


In quasi tutti gli stati ci sono corsi gratuiti o a basso costo realizzati dalle Ambasciate, dai Consolati o da associazioni,che consentono di apprendere la lingua.

Frequentando questi corsi solitamente si incontrano persone con un livello di conoscenza linguistica simile, per cui si condivide e si prende consapevolezza che quella che si pensava essere una difficoltà personale in realtà è comune anche agli altri.


Inoltre frequentare un corso di lingua aiuta la persona a crearsi nuove amicizie,ampliando quella rete sociale che costituisce un indispensabile supporto emotivo per chi espatria.

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Che cos’é lo shock culturale

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E’ il termine che l’antropologo canadese Kalervo Oberg diede al malessere che può sopraggiungere in  coloro che- per varie ragioni-  si trasferiscono all’estero.

Egli individuò quattro fasi distinte nel decorso di tale disagio: fase della “luna di miele”, periodo di “crisi”, fase di “recupero” e fase di “adattamento”.

Secondo questo studioso lo stato di chock sopraggiunge quando si vien sopraffatti dall’ansia  in seguito Continue reading “Che cos’é lo shock culturale”

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Sciogliere le vele

 

 

“Decidere di partire,lasciandosi alle spalle ogni tipo di certezza, non è cosa semplice,almeno dal punto di vista emotivo. Significa tagliare il cordone ombelicale che ci ha legato,fino a quel momento,alle nostre radici.”

                                                                                                                                                                          (R.Castelli)

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La barriera linguistica

Una delle prime difficoltà incontrate da chi si trasferisce all’estero è costituita dalla barriera linguistica.

Dover affrontare un colloquio per trovare casa, per reperire il lavoro, per adempiere ai tanti atti burocratici necessari nei primissimi tempi del trasferimento, può divenire frustrante e scoraggiare gli expat.

In questa prima fase sarebbe opportuno farsi aiutare da un connazionale che vive da più tempo sul territorio e conosce sia la lingua che le procedure burocratiche da adempiere.

Una sorta di “mediatore culturale” che non solo farà da interprete ma soprattutto aiuterà e supporterà la persona in questa prima,delicata fase del trasferimento.


Comunque l’apprendimento della lingua rimane un passo imprescindibile per una soddisfacente integrazione nel nuovo sistema culturale e territoriale, contribuendo a ridurre il senso di estraneità nei confronti del nuovo paese.
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