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Perfezionismo ed ansia : come vincerli in 9 mosse

Il perfezionismo e l’ansia sono in relazione tra loro: la richiesta del perfetto produce alti livelli di stress e ansia . Uno stato di allerta che si concentra costantemente su se stessi. Questo stato genera un cattivo adattamento sociale, problemi di coppia o cattive relazioni sul lavoro.

Il perfezionismo è sinonimo di fallimento.

Cosa pensi che accada quando chiediamo di fare le cose perfette? Lungi dal migliorare, crescere e sviluppare, ciò che otteniamo è il blocco e la colpa. Una caratteristica che genera emozioni negative che aumentano e ci fanno sentire invalidi.

Il perfezionismo nasce dall’idea che come persona non raggiungo un certo standard di qualità. Quello che faccio non è abbastanza e ho bisogno che sia perfetto. Attraverso questo, cerco di riaffermare la mia identità e aumentare la mia autostima, che di solito sento deteriorata. Continue reading “Perfezionismo ed ansia : come vincerli in 9 mosse”

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Imparare e dire “no”

 

L’assertività è la capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’interlocutore.

E’ un atto di gentilezza verso noi stessi. Spesso vuol dire anche porre dei limiti.

Purtroppo per molte persone dire di no è veramente difficile. Tale risposta può far insorgere sensi di colpa, può far sentire egoisti e suscitare la paura che gli altri possano giudicare male chi dice no.

Può esserci la paura di poter deludere gli altri mettendo al primo posto le proprie priorità. Tuttavia la paura di dire no è ciò che può bloccare il raggiungimento dei propri obiettivi.

Dire troppe volte di si, è causa di stress che alla fine ci esaurisce sia fisicamente che emotivamente.

Imparare a dire no è come imparare qualcosa di nuovo. All’inizio può sembrare un’impresa impossibile, ma col tempo si può iniziare a farlo con estrema serenità e convinzione. Potremmo accorgerci di stare meglio e di affrontare più serenamente le difficoltà che la vita ci mette davanti. Continue reading “Imparare e dire “no””

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Come essere felici

 

 

Cosa significa essere felici? Come si fa ad esserlo? La felicità è un senso di appagamento generale in cui sperimentiamo molte e diverse emozioni e sensazioni positive come gioia, fiducia in sé stessi, controllo, fiducia nel mondo, piacere, divertimento, tranquillità, soddisfazione. 

La felicità non dipende dallo stato sociale, dalla ricchezza, dal sesso o dall’età ma da caratteristiche individuali e personali tipiche di alcune persone: un buon livello di autostima, una buona capacità relazionale e la capacità di provare empatia, per esempio, ci aiutano ad avere successo in ambito sociale ed a trovare quindi soddisfazione nei rapporti con gli altri. 

In generale possiamo dire che la felicità è data dal nostro buon funzionamento nelle diverse aree di vita, alla base del quale c’è la natura delle nostre aspettative ed aspirazioni: solo se ci poniamo obiettivi realistici saremo in grado di raggiungerli e, quindi, di essere soddisfatti. Al contrario se ci poniamo traguardi eccessivi vivremo continuamente la frustrazione del fallimento. 

Le aree di vita in cui un buon funzionamento da parte nostra crea la felicità sono sette: 

1.sé stessi: avere un buon rapporto con il Sé è importante e si basa sulla consapevolezza di come siamo, sull’accettazione del nostro modo di essere e sulla gestione dei nostri punti deboli. 

2.proprio corpo: il corpo è una parte fondamentale del nostro essere ed è importante sentirsi a proprio agio con esso: dedicare le attenzioni necessarie (non eccessive!) alla salute fisica ed alla cura corporea contribuisce a farci sentire bene “nei nostri panni”.

3.famiglia: la famiglia o la coppia che abbiamo creato dopo l’uscita dalla casa dei genitori assume un ruolo fondamentale nel nostro benessere. Avere rapporti distesi e sereni con le persone che amiamo e con le quali condividiamo gli spazi vitali e le fasi della nostra esistenza è fondamentale.

4.famiglia d’origine: eventuali tensioni o rancori provenienti dal passato e riattivati da rapporti non sereni con genitori e fratelli influiscono negativamente sulla nostra salute psichica ed emotiva. La famiglia d’origine deve essere un punto di riferimento in caso di necessità e la culla di relazioni distese ed affettuose che non interferiscono con gli attuali rapporti.

5.amici: un gruppo di amici affiatato con il quale trascorrere piacevolmente parte del tempo libero ed essere legati ci trasmette la sensazione di non essere isolati e di avere un buono scambio affettivo con gli altri.

6.lavoro: la realizzazione sul lavoro è importante anche se in modo differente per ognuno di noi. È comunque fondamentale svolgere un lavoro che appaga e ci fa sentire efficaci. 

7.tempo libero: ognuno di noi dovrebbe avere a disposizione del tempo libero da dedicare a sé ed alle proprie passioni; questo aiuta a rivolgere parte delle proprie energie ed attenzioni a se stessi (egoismo sano) ed a riportare la concentrazione su di sé per ascoltarsi. 

Se in una o più di queste aree senti di avere difficoltà probabilmente stai vivendo un momento di infelicità o scontentezza e devi apportare delle modifiche per migliorare la situazione, il benessere tuo e quello delle persone che ti circondano. Cerca di identificare quali aree sono fonte di insoddisfazione e prova a capire quali sono i motivi: dovresti così essere in grado di apportare alcune modifiche positive. Se non riesci da solo forse la situazione è più complessa e necessiti dell’aiuto di un professionista

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Il cambiamento

Nell’ambito di ogni percorso psicologico, il cambiamento rappresenta l’aspetto più importante ed impegnativo, ma anche quello meno conosciuto e più frainteso.

Spesso accade che le persone che si rivolgono allo psicologo lo facciano con la convinzione che la fonte delle loro sofferenze siano gli altri: il genitore, il partner, il collega, il capo,… e su di essi spostano il fuoco dell’attenzione e le loro aspettative di cambiamento.

Ma gli altri, indipendentemente dalle loro mancanze, sono come sono e così restano finchè lo desiderano, mentre noi possiamo cambiare.

Il fine della consulenza psicologica è proprio quello di avviare un cambiamento interiore, attraverso il quale iniziare a vivere una vita più integra e completa e – quando necessario – imparare ad allontanare o chiudere definitivamente le relazioni inadeguate, i contatti con frequentazioni che stimolano atteggiamenti regressivi e i rapporti distruttivi legati al passato ed a modalità relazionali obsolete. Continue reading “Il cambiamento”

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Come accrescere una bassa autostima.

Lavorare sull’autostima può davvero migliorare il modo in cui viviamo. Stare meglio è possibile.
La bassa autostima è un problema molto diffuso che può avere risvolti anche gravi. Sentire di valere meno degli altri e/o insicuri sono solo alcune delle conseguenze. La persona con bassa autostima ha difficoltà a prendere delle decisioni, a lanciarsi in progetti nuovi, a prendere l’iniziativa penalizzando così la sua vita.  Ci possono essere inoltre problemi nella relazione di coppia scivolando in certi casi in situazioni di dipendenza affettiva.

I fattori che possono determinare una bassa autostima sono diversi e non sono solo dentro di noi. Il problema può essere dovuto a meccanismi di pensiero e/o a fattori educazionali (che influiscono a loro volta sui processi di pensiero interno). Da non trascurare però i feedback dell’ambiente circostante che, con luoghi comuni e regole di comportamento rigide soprattutto riguardo i ruoli sessuali, hanno una forte influenza sul nostro vissuto a livello più o meno cosciente. Continue reading “Come accrescere una bassa autostima.”

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