vita di coppia

Saper vivere un amore maturo

Cosa trasforma l’amore infantile in un rapporto maturo e appagante?

Ci innamoriamo con il cervello “infantile”, il sistema limbico emotivo, impulsivo e volatile, che raggiunge la maturità strutturale all’età di 3 anni. Amiamo con la parte più profonda e stabile del cervello adulto – la corteccia prefrontale- che raggiunge la mielinizzazione completa intorno ai 28 anni.

All’inizio l’amore è pieno di meraviglia e gioia, ma inevitabilmente puzza di conflitto e dolore a causa dell’eccessiva preoccupazione di sé e dell’incapacità di vedere le prospettive altrui.

L’amore degli adulti nasce dai nostri valori più profondi e umani di compassione, gentilezza e cura, basati sulla capacità di comprendere le prospettive del nostro partner. Per gli adulti innamorati, essere protettivi è Continue reading “Saper vivere un amore maturo”

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la voce dei poeti

Presenza

morte-presenza-conforto-continuità-affetti-amore

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
                           Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,                                           solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non
piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

 Henry Scott

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la voce dei poeti

Continuità

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non
piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

 Henry Scott

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psicometafore

Storia di una principessa

C’era una volta una principessa innamorata del suo principe azzurro il quale però aveva poco tempo da dedicarle. E’ molto impegnato con riunioni di corte, con caccia alla volpe, con viaggi nei regni vicini. Quando la principessa gli chiede quando possono stare insieme,lui sospira e sotto voce dice che purtroppo non può fare dei piani precisi perché è molto impegnato con i doveri di corte. La principessa è comprensiva e fiduciosa. Le basta che ogni tanto il principe le rivolga uno sguardo o le prometta una futura visita.

Intanto il tempo passa e le amiche della principessa si sposano con i loro principi azzurri, hanno figli e crescono sperimentando le differenze delle varie fasi della vita e dei rapporti. La principessa sente invece di rimanere giovane; la sua ingenuità la mantiene eterna adolescente che aspetta che la promessa del suo principe si trasformi in impegno.                                                                                                                                                                                          Un giorno,annoiata da una grigia giornata si guarda allo specchio e non si riconosce. vede di fronte a sé una vecchia rugosa e con i capelli bianchi. Si guarda attentamente negli occhi per verificare se è proprio lei e per vedere se ci sono tracce della bella principessa che era. Guardandosi profondamente negli occhi vede che è rimasto solo lo sguardo dell’illusione che per troppi anni le ha impedito di vedere quello che era evidente.                                                                      (C.C.Casula)

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