emozioni

Emozioni, un indicatore prezioso.

bambino biondo con mani dipinte di colori

Spesso la nostra percezione delle situazioni mostra una tendenza binaria e giudicante, considera le nostre emozioni semplicemente come buone o cattive, accettabili o inquietanti.

1- Le emozioni sono un riflesso dei tuoi pensieri.

Le nostre emozioni si comportano come un GPS, ovvero emettono segnali che qualcosa sta accadendo. Se non sei stato abbastanza vigile, un pensiero inquietante ha fatto il suo lavoro e un’emozione te lo indicherà.

Se sei deluso, infastidito, puoi tornare all’origine della tua condizione:

Qual è la situazione che potrebbe averti messo in questo stato?

Ogni emozione ti informa e ti consente di decifrare ciò che ti sta accadendo.

Grazie a questo viaggio puoi anche trovare i pensieri che hanno generato questa emozione.

2- Connettiti ai tuoi sentimenti.

Prestando attenzione a ciò che provi, sei già nell’accoglienza e nella gentilezza. Quindi ti stai già prendendo cura di te.

È importante connettersi al messaggio che i tuoi sentimenti ti inviano.

Alcune emozioni ti causano disagio, paura o addirittura ti fanno soffrire. È importante accoglierle anche se fanno male. Chiediti :

Qual è il messaggio di questa emozione?

Qual è il valore disturbato o la necessità che non è stata soddisfatta?

La risposta a queste domande ci consente già di migliorare il tuo stato d’essere di almeno il 30-40%.

Le risposte ti permetteranno quindi di comunicare in modo diverso.

3- Assumi le tue emozioni inquietanti.

Esprimerle ci permette di capirle, di affrontarle, di farci intendere meglio dal nostro interlocutore.

Possiamo quindi affermare che le emozioni sono preziosi alleati. Dialogando con loro riusciamo quindi a modificare i nostri pensieri e possiamo orientarci verso uno stato emotivo più costruttivo e positivo.

Se invece lottiamo  contro le nostre emozioni, o se siamo tentati di non ascoltarle, torneranno ciclicamente,  mettendoci di cattivo umore e talvolta anche in una forte agitazione, agendo quindi sul nostro stato psichico e fisico.

4- Fai una pausa

Se vieni sorpreso dal turbine della vita, dalla difficoltà di percepire ciò che provi a livello emotivo, dall’essere in qualche modo in modalità “pilota automatico”, allora rischi di essere sopraffatto da troppe emozioni contemporaneamente, e così di avere qualche difficoltà a dire e fare la cosa migliore in una data situazione.

Fermarsi, adottare un ritmo di vita più tranquillo, ci consente di assimilare e comprendere meglio il messaggio delle nostre emozioni.

E allo stesso tempo ci permette di connetterci a ciò che è più vivo in noi e di essere pienamente coinvolti nella nostra vita.

Qui la fonte originale https://www.psychologue.net/articles/les-emotions-un-precieux-indicateur

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la voce dei poeti

Continuità

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non
piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

 Henry Scott

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