Dott.ssa Marina Arrivas

Psicologa per italiani all’estero

Fobia sociale: quando la timidezza supera i limiti

da | Lug 27, 2020 | emozioni

Molte persone soffrono di fobia sociale, ma non tutti sanno che può essere curata.

A causa del disagio così presente e costante per tutta la vita, finiscono per associare i sintomi della fobia a un tratto di personalità.

Questo rende difficile la ricerca di un supporto professionale e finisce per prolungare la sofferenza della persona.

La mancanza di cure fa sì che le persone che hanno questo problema vivano di pari passo, dribblando quotidianamente le difficoltà fisiche, psicologiche e sociali. Si trovano intricati nella routine, in piccole e grandi situazioni quotidiane.

Cos’è la fobia sociale?

La fobia sociale è un disturbo d’ansia. Quando è necessario stabilire o mantenere un’interazione con altre persone, coloro che soffrono del disturbo hanno intensi sentimenti di malessere, oltre a manifestare attacchi di ansia

Essa provoca una serie di sintomi fisici ed emotivi quali :

    sudorazione

    tachicardia

    mancanza di respiro

    tremori

    mal di testa

    paura di essere umiliati,respinti o offesi

    nausea o vomito

    imbarazzo

    dolore addominle

    paura di essere preso per matto

    paura di essere spiacevoli.

Chiunque soffra di questo disagio, ogni qualvolta esposto a situazioni che comportano l’interazione con altre persone o possibili giudizi, sente una paura sproporzionatamente intensa della valutazione derivante da quel contatto.

Se non trattata, questa fobia porta all’isolamento, causando numerose perdite sociali e professionali, in quanto vi è una ricerca disperata di sicurezza di fronte alle paure associate alla condizione.

La vulnerabilità delle emozioni

Le persone che soffrono di fobia sociale si sentono estremamente vulnerabili e rese schiave dalle sensazioni e dalle emozioni che provano.

La sensazione di esposizione è così intensa che- solo all’idea che qualcuno percepisca il proprio malessere, sia attraverso la sudorazione, i tremori delle mani o l’uso di parole confuse – queste persone non riescono neppure a compiere semplici azioni  come mangiare, bere, scrivere, rispondere a una domanda o persino usare il bagno.

Per questo motivo, il danno al funzionamento sociale, professionale e persino familiare può essere enorme: la presentazione di lezioni o seminari, la partecipazione a processi di selezione, l’accettazione di inviti a eventi sociali e persino l’uso di ascensori tendono ad essere evitati.

Coloro che hanno una fobia sociale hanno persino paura della difficoltà che possono incontrare quando dicono “buongiorno” agli estranei, rendendo l’evitamento un comportamento ricorrente.

Fobia sociale nei bambini

Anche i bambini possono soffrire di fobia sociale, ma il criterio fondamentale per identificare il disturbo sono le manifestazioni di sofferenza e ansia nell’interazione con i compagni di classe della stessa età (non solo con gli adulti).

I bambini spesso esprimono la loro ansia piangendo, con attacchi di rabbia, immobilità e comportamenti come il restringimento o il trattenersi con qualcuno.

Prevalenza della fobia sociale

L’età media di insorgenza dei sintomi è di 13 anni e il 75% dei casi diagnosticati ha avuto i primi attacchi tra gli 8 e i 15 anni.

È comune per le persone che soffrono di fobia sociale mostrare tracce di timidezza nel corso della loro storia, che peggiorano gradualmente in presenza di eventi stressanti e traumatici, come una presentazione senza successo, il cambio di scuola o di residenza, la morte di una persona cara.

Un percorso psicologico favorirà il rafforzamento e la ricostruzione dell’autostima, contribuendo a costruire risorse emotive che consentano di affrontare situazioni impreviste o giudizi con maggiore fiducia.

Chi soffre  di fobia sociale potrà riprendere le attività sociali senza provare l’intenso sentimento di paura e malessere di un tempo.

Fonte : www.mundopsicologos.com

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