Dott.ssa Marina Arrivas

Psicologa per italiani all’estero

Come superare un colloquio di lavoro all’estero

da | Set 7, 2020 | lavorare all'estero

Per superare un colloquio di lavoro all’estero sono certamente importanti il CV, la competenza e l’esperienza specifica.

Tuttavia effettuare un colloquio di lavoro in una lingua straniera non è come effettuarlo nella lingua madre.

Questo comporterà quasi sicuramente un livello maggiore di ansia e stress a causa della poca padronanza della lingua: potresti temere di non comprendere le domande o di non saper rispondere in maniera adeguata.

Anche se non parli la lingua straniera “fluently” è importante almeno conoscere bene il linguaggio tecnico relativo all’ ambito lavorativo per il quale intendi effettuare il colloquio.

Oltre ad avere una conoscenza linguistica di base, occorre anche focalizzare la tua attenzione su altri aspetti per prepararti al meglio a sostenere il colloquio.

Superare un colloquio di lavoro all’estero

Ecco alcuni suggerimenti da tener presente se vuoi affrontare un colloquio in una lingua che non è la tua lingua madre

1. Sii onesto sul tuo livello linguistico

Nel CV specifica il tuo livello di competenza linguistica orale e scritta; se e quando hai conseguito eventuali certificazioni linguistiche; se invece non hai certificazioni ma te la cavi bene con la lingua orale.

Nella vita l’onestà paga sempre ! Durante il colloquio il tuo interlocutore saprà adattare la conversazione al tuo livello linguistico e non ci saranno delusioni.

2. Esercitati prima del colloquio

Solitamente nei colloqui di lavoro alcune domande sono sempre le stesse ( parlaci di te, quali sono i tuoi punti di forza e i tuoi punti di debolezza, perchè vuoi cambiare lavoro? etc…). Puoi quindi esercitarti prima del colloquio così da apparire più disinvolto e sicuro agli occhi del selezionatore. Non devi mandare a memoria lunghi e complicati discorsi se non sei ferrato nella lingua straniera del posto. Usa frasi semplici, e il discorso non sembrerà preparato a tavolino!

3. Assicurati di conoscere lo stile di vita adatto al colloquio

Ogni paese ha le sue usanze. Informati prima (magari usando il web per fare una ricerca in merito). In alcuni paesi si va ad un colloquio di lavoro vestiti in maniera informale, in altri no. In alcuni paesi alcune domande sono escluse mentre in altri sono la prassi. Ogni nazione ha le sue consuetudini ed é bene conoscerle prima per sentiri più tranquillo durante il colloquio.

4. Cerca di rimanere rilassato.

L‘ansia potrebbe farti parlare velocemente a causa del desiderio di andare via il prima possibile da una situazione che ti crea un certo disagio. Cerca di tenerla sotto controllo parlando lentamente, soprattutto se non sei ancora padrone della nuova lingua. Rallentare la conversazione ti darà il tempo di comprendere meglio le domande che ti vengono poste e di trovare le parole adatte per esprimerti. Se non hai compreso bene chiedi conferma della domanda; diversamente rischi di fraintendere l’interlocutore.

5. Prendi in considerazione di fare un colloquio in videochiamata o telefonico.

Potrebbe accadere di fare un colloquio in lingua straniera preliminare mentre sei ancora nel tuo paese e solitamente questo avviene attraverso una videochiamata. Fai in modo di rimanere tranquillo nella tua stanza senza essere disturbato mentre parli. Tieni degli appunti vicino a te se ciò ti può aiutare. Non indugiare nel chiedere al tuo selezionatore di ripetere la domanda se la connessione non va bene e la conversazione é disturbata.

L’importanza della “prima impressione”

Oltre alla conoscenza della lingua ci sono degli aspetti particolari, che spesso sono trascurati ma che possono far aumentare le chance di superare un colloquio di lavoro all’estero.

Un colloquio di lavoro é anche una relazione interpersonale tra due sconosciuti: è importante dunque conoscere le regole che governano la relazione e la percezione sociale

L’intervistatore sarà influenzato, suo malgrado, anche da fattori più impliciti, spesso inconsapevoli ma inevitabili : il modo di sorridere, di stringere la mano, di stare nella relazione, di interloquire con il selezionatore.

Conosciamo meglio quindi questi aspetti.

Diverse ricerche del settore hanno evidenziato che l’intervistatore decide entro i primi 4 minuti dei circa trenta-quaranta a disposizione per un colloquio.

Se consideriamo la cosa da una prospettiva evolutiva, capiamo che è importante sapere subito se potersi fidare o meno della persona che si ha di fronte, in modo da avere il tempo per eventuali reazioni, nel caso essa rappresentasse una minaccia.

Le prime impressioni servono fisiologicamente per comprendere, categorizzare e di conseguenza affrontare e dare senso al mondo.

Per cui il candidato dovrà mostrare le sue abilità soprattutto all’inizio. Abbiamo pochi minuti per fare una buona impressione. Occorre concentrarsi su questi primi minuti.

E’ importante quindi avere un comportamento verbale ma anche non verbale adeguato.

Superare un colloquio di lavoro all’estero:aspetti relazionali e psicologici

Vediamo quindi cosa e come comportarsi per fare una buona impressione nei primi 4 minuti …ed anche dopo.

Usa la tecnica del “Mirroring”

Consiste nel “rispecchiare” il linguaggio del corpo dell’interlocutore (postura, ritmo linguistico, il tono di voce, i gesti, le espressioni facciali) e creare così un senso di affinità, che ha un effetto inconscio rassicurante e che induce all’instaurazione di un rapporto di fiducia.

Ha inoltre l’effetto di suscitare empatia, feeling e vicinanza interpersonale.

Non bisogna tuttavia esagerare nell’imitare il comportamento dell’altro poichè egli potrebbe accorgersene ed allora si otterrebbe l’effetto opposto.

Potete provare ad esercitarvi con qualcuno che conoscete bene (partner, coinquilino, familiare) : se lo scimmiotterete troppo lui se ne accorgerà e ve lo farà presente!

Gestisci ansia ed insicurezza

E’ normale provare una certa dose di ansia e di insicurezza quando ci si trova di fronte ad una persona che ci deve valutare,come avviene durante un colloquio di lavoro all’estero.

Tuttavia le ricerche al riguardo hanno dimostrato che candidati che tendono a dare l’impressione di essere ansiosi, insicuri ed impacciati hanno in genere meno possibilità di superare il colloquio e verranno valutati meno adeguati alla posizione lavorativa per la quale partecipano alla selezione.

Sorridi

Diversi studi hanno evidenziato che il sorriso, ma anche il linguaggio del corpo che denota emozioni positive, tende a generare un’impressione positiva nell’interlocutore.

Ma ciò vale solo se il sorriso é genuino. Uno studio pubblicato sul Journal of non verbal behavior ha dimostrato che coloro che -durante un colloquio di lavoro- tendevano a sorridere in modo non spontaneo, venivano valutati meno positivamente.

Un’altra ricerca ha altresì rilevato che i candidati che sorridevano in modo naturale e spontaneo venivano valutati più positivamente al termine del colloquio di lavoro.

Dialogo interno positivo

In una ricerca del 2006 ad un gruppo di soggetti veniva insegnata la strategia del dialogo interno positivo prima di affrontare un colloquio di lavoro.

Tali soggetti percepivano un più alto senso di auto-efficacia durante il colloquio di lavoro e venivano valutati più positivamente dagli esaminatori rispetto ad un altro gruppo di soggetti ai quali non era stato fornito questo tipo di trainig.

Per dialogo interno positivo intendiamo pensieri del tipo: ” voglio farcela”; “sono pronto a dare il massimo”,”farò una buona impressione”,”sarò in grado di rispondere con calma a tutte le domande che mi faranno”;”sono in grado di entrare nella stanza mostrando calma e sicurezza”.

Mostrati a tuo agio

Affrontare un colloquio di lavoro mostrandosi a proprio agio aumenta le probabilità di essere valutato più positivamente.

Il modo di porsi durante il colloquio é tanto importante quanto i contenuti dello stesso. Quando ci si comporta in maniea fiduciosa, autentica ed entusiastica è più probabile superare la selezione.

Tecnica della visualizzazione

Come sostiene Lo psicologo Richard Lazarus: “le cose che noi temiamo nella realtà, le temiamo anche nell’immaginazione. La conseguenza è che le cose che non temiamo più nell’immaginazione non ci turberanno più neanche nella vita reale” (Lazarus, 1966, p.65).

Quindi utilizzare le immagini mentali può essere una modalità per affrontare e gestire stati emotivi dolorosi e fronteggiare situazioni difficili della vita di tutti i giorni.

In uno studio pubblicato sul Journal of managerial psychology i soggetti che visualizzavano immagini mentali nelle quali loro si sentivano sicuri, rilassati ed a proprio agio,e che immaginavano un esito positivo del colloquio di lavoro, mostravano una migliore performance e minore stress durante il colloquio.

Le immagini mentali possono essere un potente alleato per migliorare la qualità della vita.

A volte richiedono un esercizio costante per sortire effetti tangibili, altre volte si mostrano immediatamente efficaci.

Considerate le diverse prove di efficacia provenienti tanto dall’ambito clinico che dalla ricerca sperimentale, esse non possono non essere prese in considerazione.

Controlla l’inflessione dialettale

I dialetti sono sinonimi di riti, storia e tradizioni che devono essere senza dubbio preservati nel tempo.

Tuttavia, soprattutto dal punto di vista professionale e lavorativo, si rende a volte necessario ridurre la propria inflessione dialettale per sostituirla con una “cadenza” più asettica, in cui dominanti siano gli accenti propri della lingua italiana.

Non si tratta di frequentare un corso di corretta dizione prima di affrontare un colloquio di lavoro, ma solamente di imparare a controllare l’inflessione dialettale e il peso dell’accento nel nostro modo di esprimersi.

Uno studio pubblicato sul British Journal of Psychology ha evidenziato che quei soggetti con maggiore inflessione dialettale nel loro linguaggio erano valutati come meno competenti rispetto a coloro che parlavano in modo più neutro.

Contatto oculare

E’ consigliato mantenere il contatto oculare nella giusta misura.

Troppo poco contatto oculare, infatti, comunica implicitamente che non siamo interessati al posto di lavoro.

Al contrario, mantenere un contatto oculare troppo fisso veicola intimidazione e può generare nell’interlocutore meccanismi di difesa e irrigidimento.

Guarda sempre negli occhi l’intervistatore.

Ti risulta difficile? Cerca di rilassarti e di concentrarti su quello che dice, così guardarlo negli occhi ti risulterà più facile.

Controlla la postura

Siedi in modo composto, con la schiena dritta.

Attento a non incrociare le braccia: é una posizione che denota un atteggiamento di chiusura e difensivo.

Sporgiti leggermente in avanti per mostrarti più concentrato ed interessato.

Dai una stretta di mano sicura. Evita la mano floscia ma non stritolare la mano dell’intervistatore!

Trova una giusta via di mezzo.

Evita di giocherellare con penne, collane o capelli. Non aggrapparti ai braccioli della sedia come se stessi per cadere in un burrone.

Sono tutti atteggiamenti che ti fanno sembrare in ansia.

Imita un modello

Prendi a modello un personaggio che secondo te ha un buon linguaggio del corpo e buone doti comunicative ed osservalo durante le sue apparizioni per capire cosa potresti imparare da lui/lei.

Come hai potuto leggere, sono tanti gli aspetti da tenere presenti se si vuole superare un colloquio di lavoro all’estero.

E tu hai già fatto un colloquio di lavoro all’estero o ne stai preparando uno a breve? Ti stai esercitando? Quali sono gli aspetti sui quali secondo te occorre fare una maggiore pratica?

Se lo desideri puoi condividere qui sotto la tua esperienza.

Bibliografia

Lazarus A. (1977), “L’occhio della mente. La forza dell’immaginazione per arricchire la personalità”, Roma, Astrolabio (trad.it. 1996)

https://psycnet.apa.org/record/2009-21033-003

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1468-2389.2009.00481.x

https://www.emerald.com/insight/content/doi/10.1108/02683940310494395/full/html

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