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	<title>lontananza &#8211; Marina Arrivas &#8211; Psicologa Online</title>
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	<description>psicologa italiana per italiani all&#039;estero</description>
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	<title>lontananza &#8211; Marina Arrivas &#8211; Psicologa Online</title>
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		<title>Andarsene all&#8217;estero,effetti collaterali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 08:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[espatrio ed emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamento ai luoghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Decidere di andarsene all&#8217;estero implica fare i conti con i legami che hai instaurato con i luoghi dove sei cresciuto. Negli ultimi vent’anni la psicologia ambientale si è occupata di studiare i legami affettivi (place attachment) che si stabiliscono tra la persona e i luoghi fisici. L’attaccamento ai luoghi non va inteso come uno stato&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Decidere di <strong>andarsene all&#8217;estero</strong> implica fare i conti con i legami che hai instaurato con i luoghi dove sei cresciuto.</p><p>Negli ultimi vent’anni la <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_ambientale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">psicologia ambientale</a></strong> si è occupata di studiare i legami affettivi (<em>place attachment</em>) che si stabiliscono tra la persona e i luoghi fisici.</p><p>L’attaccamento ai luoghi non va inteso come uno stato ma come un processo che prosegue per tutto l’arco della vita.</p><p>Tale processo contribuisce alla definizione ed integrità del Sé.</p><p>L’elemento distintivo dell’attaccamento ai luoghi è dato da affetti, emozioni e sentimenti connessi ad aspetti cognitivi e comportamentali.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Forme di attaccamento</strong></h2><p>Giuliani, Ferrara e Barabotti (2003) individuano diverse forme di attaccamento ai luoghi.</p><h4 class="wp-block-heading">Attaccamento funzionale</h4><p>In relazione alle attività che l‘individuo intende realizzare.</p><h4 class="wp-block-heading">Attaccamento simbolico</h4><p>Ha a che fare con l’identità personale, familiare o di gruppo.</p><h4 class="wp-block-heading">Attaccamento affettivo</h4><p>Quando il luogo soddisfa i bisogni emotivi di sicurezza e benessere psicologico.</p><h4 class="wp-block-heading">Attaccamento estetico</h4><p>E&#8217; quello che rimanda alla piacevolezza del luogo.</p><p>Secondo Giuliani (2004a) alcune caratteristiche proprie dei legami di attaccamento con le persone possono essere individuate anche in relazione ai legami di attaccamento con i luoghi fisici.</p><p>Queste caratteristiche sono: persistenza nel tempo del legame; unicità della tipologia di luogo fonte dell’attaccamento; ricerca di sicurezza e benessere, sofferenza per la separazione.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Attaccamenti e ciclo di vita</strong></h2><p>L’attaccamento ai luoghi varia da individuo ad individuo e durante il ciclo di vita.</p><p>Molte transizioni durante il ciclo di vita sono caratterizzate dalla rottura di un legame con un luogo e dalla formazione di un nuovo attaccamento con un altro luogo.</p>
<p>Pensiamo al passaggio dalla famiglia d’origine alla formazione di una famiglia propria, oppure al caso della <strong>persona espatriata</strong> che lascia il proprio Paese per iniziare una <strong>nuova vita all’estero</strong>.</p><p>In queste situazioni l’individuo sarà sollecitato a costruire uno o più legami nel nuovo contesto ambientale.</p><p>In altri momenti del ciclo di vita (età anziana) è invece importante mantenere il legame affettivo con uno stesso luogo per preservare anche la continuità della propria identità.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Andarsene all’estero: la rottura del legame di attaccamento</strong></h2><p>La separazione dai luoghi di attaccamento attiva vissuti di perdite, sradicamento e disorientamento identitario (T.Giani Gallino,2007).</p><p>Una più lunga residenzialità in un luogo attiva la costruzione di un legame di attaccamento duraturo.</p><p>Tuttavia non è scontato che un’alta mobilità (in questa casistica rientrano gli  espatriati che cambiano spesso Paese per ragioni lavorative) sia di ostacolo alla costruzione di legami di attaccamento solidi.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Attaccamenti multipli</strong></h2><p>A tal proposito Gustafson (2002) ha introdotto il concetto di <em>multiple place attachment</em>, affermando che l’individuo può costruire, nell’arco del ciclo di vita, più attaccamenti.</p><p>Le due dimensioni dell’appartenenza da un lato e della mobilità dall’altro vengono definite da questo studioso con l’espressione <em>roots</em> (radici) e<em> routes</em> (percorsi).</p><p>Secondo questo autore sia l’appartenenza (roots) che la mobilità (routes) possono corrispondere al benessere psicologico dell’individuo.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Andarsene all’estero: la nostalgia</strong></h2><p>La separazione e la lontananza dai luoghi con i quali si sono sviluppati legami di attaccamento attiva un sentimento di <strong><a href="https://lapsicologa-online.it/nostalgia-di-casa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostalgia</a></strong>.</p><p>Essa è presente anche quando l’<strong>espatrio</strong> è stato voluto e programmato in tempo.</p><p>Il sentimento della nostalgia si caratterizza per il vissuto di non poter più tornare in quei luoghi dove si è vissuti.</p><p>Essa si accompagna a spaesamento e disorientamento per nuovi luoghi dove ci si è trasferiti da poco tempo.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Minaccia per il Sé</strong></h2><p>La rottura del legame di attaccamento rappresenta una minaccia per il Sé (Brown e Perkins,1992), sia come persone che come membri di un gruppo.</p><p>Inoltre se il cambiamento è eccessivo (ad es. <strong>espatrio verso Paesi molto diversi</strong> da quello in cui è cresciuto il soggetto), vengono meno i vissuti di sicurezza, stabilità, prevedibilità, continuità.</p><p>Se il legame con i luoghi dove si viveva prima dell’<strong>espatrio</strong> era molto intenso, ciò comporterà maggiori reazioni alla perdita.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Espatrio volontario</strong></h2><p>Quando il <strong>trasferimento all’estero</strong> è voluto, programmato e accompagnato da un cambiamento positivo di status l’espatriato solitamente percepisce la transizione in maniera graduale.</p><p>E’ in grado pertanto di prepararsi al<strong><a href="https://lapsicologa-online.it/andare-allestero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> cambiamento</a></strong>.</p><p>In conseguenza del trasferimento all’estero saranno lasciati alcuni aspetti di Sé e se ne svilupperanno di nuovi nel nuovo Paese.</p><p>L’aver scelto intenzionalmente di andarsene all’estero agevola i processi di adattamento con i nuovi luoghi e riduce i livelli di stress.</p><p>La possibilità di tornare a casa regolarmente ha un effetto positivo con la formazione del legame di attaccamento ai nuovi luoghi.</p><p>Questo avviene perchè le prime esperienze affettive con i luoghi hanno effetti a lungo termine sulla capacità di provare attaccamento ai nuovi ambienti. (Giuliano 2004a).</p><p>La propria casa infatti costituisce un rifugio per trovare rifornimento emotivo, calore, intimità, sicurezza.</p><p>Avere la possibilità di non recidere i vecchi legami con i luoghi permette di investire in modo sereno e fiducioso anche sui nuovi contesti.</p><p>E’ infatti possibile strutturare attaccamenti multipli ai loghi (Gustafson ,2001b), avvertendo la sensazione d i trovarsi quasi a metà tra i due luoghi.</p><p>Wiborg(2004) parla di “betwist and beetwen” (né di qua ne di là) per indicare questo sentirsi come sospesi tra due mondi.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Ambiente ristoratore</strong></h2><p>Inoltre poter fare ritorno in un “ambiente ristoratore” quale quello rappresentato dalla propria casa e dai luoghi vicini permette all’espatriato di avere una “base sicura” in grado di fornire risorse per affrontare i compiti relativi al nuovo ambiente di vita, facilitando in tal modo l’attaccamento ai nuovi luoghi.</p><p><strong>Fase pre-espatrio</strong></p><p>La fase dell’attesa e della preparazione che precede il trasferimento all’estero ha un ruolo importante sul futuro adattamento nel nuovo ambiente.</p><p>Questa fase preparatoria consente di anticipare sia dal punto di vista cognitivo che emotivo, la separazione dal vecchio ambiente e la collocazione nel nuovo.</p><p>In tal modo si evita che l’espatrio assuma la forma di una rottura repentina e quindi potenzialmente traumatica.</p><p>Aspettative ottimistiche ed emozioni positive (curiosità, entusiasmo) influiscono in modo positivo sul futuro attaccamento ai nuovi luoghi.</p><p><strong>Fase post-espatrio</strong></p><p>Se durante il primo periodo dopo il trasferimento all’estero prevalgono emozioni positive di curiosità ed entusiasmo, l’adattamento ai nuovi luoghi sarà migliore</p><p>Viceversa emozioni quali solitudine, noia, delusione ostacoleranno il processo di attaccamento al nuovo ambiente.</p><p>Questo primo periodo dopo l’espatrio si caratterizza per un elevato grado di stress, perché gli expat devono da un lato elaborare la perdita dei vecchi riferimenti e dall’altro costruire nuovi attaccamenti.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Andarsene all’estero: conclusioni</strong></h2><p>Il trasferimento all’estero, anche quando è desiderato e programmato attiva sentimenti di perdita, tristezza, …</p><p>Ciò è la conseguenza della rottura del legame di attaccamento ai luoghi natii a causa della distanza dagli stessi.</p><p>Contemporaneamente l’espatriato dovrà far fronte nel nuovo Paese dove si è trasferito, alla creazione di nuovi legami di attaccamento.</p><p>Questo processo implica un periodo di stress, sia prima ma anche dopo il trasloco.</p><p>Se il trasferimento è desiderato, emozioni quali curiosità e gioia nei confronti del nuovo ambiente faciliteranno il processo di adattamento al nuovo Paese.</p><p>Occorre pertanto darsi un tempo ragionevole affinchè si costituiscano nuovi legami di attaccamenti nel nuovo paese.</p><p>E’ indispensabili inoltre cercare occasioni ed esperienze piacevoli che facilitino tali legami.</p><p>In tal senso esperienze piacevoli ( tempo libero, interessi, amicizie, fruizione di ambienti naturali) nell’ambiente di vita creeranno legami di attaccamento anche nel nuovo paese.</p><p><strong>Andarsene all&#8217;estero</strong> è stato difficile per te?</p><p>Quanto ha pesato la rottura del legame con i tuoi luoghi di attaccamento?</p><p>Fonte</p><p>T.Giani Gallino (2007), <em>I luoghi di attaccamento</em>, Raffaello Cortina Editore</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Vivere lontano da casa,uso dei social</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 08:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[integrazione all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[espatrio]]></category>
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		<category><![CDATA[stile d&#039;attaccamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Vivere lontano da casa: in che modo lo stile di attaccamento di ognuno di noi influisce sull’ utilizzo dei social quando si vive all’estero? Decidere di partire per un nuovo paese non è facile per molte ragioni e una di queste è proprio il doversi separare da tutti gli amici che conosciamo da anni, con&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vivere lontano da casa</strong>: in che modo lo stile di attaccamento di ognuno di noi influisce sull’ utilizzo dei social quando si <strong>vive all’estero</strong>?</p><p>Decidere di <strong>partire per un nuovo paese</strong> non è facile per molte ragioni e una di queste è proprio il doversi separare da tutti gli amici che conosciamo da anni, con i quali siamo cresciuti e che ci conoscono bene, con i quali trascorriamo il nostro tempo libero, condividendo hobby e passioni, ma anche solo un caffè o una birra nei nostri locali preferiti.</p><p><strong>Andare a vivere all’estero</strong> è abbastanza impegnativo: una nuova lingua, un nuovo stile di vita, il clima, il cibo, il lavoro, la ricerca di una casa. Ma la domanda che assilla chi per varie motivi decide di trasferirsi per sempre in un nuovo paese è: “Riuscirò a fare nuove amicizie?”</p><p>Quando si vive <strong>lontano da casa</strong> i <strong><a href="https://lapsicologa-online.it/utilizzo-dei-social-ed-autostima/">social </a></strong>media possono essere un buon modo per trovare nuovi amici nella nuova città o nel nuovo quartiere.</p><p>I siti di social media come Facebook e Instagram sono stati progettati per unire le persone.</p><p>E’ risaputo che con un amico accanto le difficoltà che puoi incontrare nel nuovo paese si superano meglio.</p><p>Tuttavia la ricerca dimostra che l&#8217;ansia relazionale potrebbe influenzare il comportamento dei social media.</p><p>Nonostante tutte le battaglie politiche, la pubblicità e la condivisione di informazioni, per molte persone questi siti funzionano ancora come un modo per stare al passo con amici e familiari.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa speriamo esattamente di ottenere da queste connessioni?</strong></h2><p>Con la vasta rete di contatti sui social media di cui dispone la persona tipica, i social media possono essere un modo per ottenere conferma e supporto dagli altri.</p><p>Ad esempio, se pubblichi post su come ottenere una promozione al lavoro, può essere gratificante vedere i &#8220;mi piace&#8221; accumularsi.</p><p>Oppure, se stai condividendo cattive notizie, potresti trarre conforto dai commenti – o anche dalle emoji – che esprimono simpatia.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Tenere le persone a distanza</strong></h2><p>Tuttavia, ci sono seri limiti al modo in cui possono essere personali e intime le tue interazioni sui social media.</p><p>Mentre i social media ti consentono di connetterti con un gran numero di persone, le tengono anche a distanza di sicurezza.</p><p>Ciò significa che può dare alle persone la possibilità di mantenere la propria vita sociale senza avvicinarsi troppo a nessuno.</p><p>Gli studiosi Lynne Marie Stöven e Philipp Yorck Herzberg hanno ipotizzato che i social media possono sia fornire conforto e supporto, ma anche aiutarci a tenere le persone a distanza.</p><p>In tal senso persone con<strong><a href="https://lapsicologa-online.it/stili-di-attaccamento-e-relazioni-affettive-2-parte/"> stili di attaccamento </a></strong>diversi potrebbero utilizzare questi siti in maniera diversa.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos&#8217;è lo stile di attaccamento?</strong></h2><p>Lo stile di attaccamento si riferisce al nostro modo tipico di relazionarci con gli altri, cioè i nostri attaccamenti alle altre persone.</p><p>Mentre l&#8217;idea dell&#8217;attaccamento è nata con gli psicologi dello sviluppo che studiano i legami genitore-figlio, Hazan e Shaver hanno postulato che tali legami esistono anche nelle relazioni tra adulti.</p><p>Due sono le dimensioni da tenere presenti:</p><p>Ansia per l&#8217;abbandono</p><p>E’ chiamata anche ansia d’attaccamento.</p><p>E’ la misura in cui qualcuno è preoccupato che le altre persone non l’ameranno abbastanza o che il partner lo lascerà.</p><p>Evitamento dell&#8217;intimità</p><p>Chiamato anche evitamento dell&#8217;attaccamento.</p><p>E’ la misura in cui qualcuno evita di avvicinarsi emotivamente agli altri.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Vivere lontano da casa: stile di attaccamento sicuro</strong></h2><p>Attaccamento sano e sicuro significa avere poca ansia da abbandono e sentirsi a proprio agio con l&#8217;intimità emotiva.</p><p>Nella maggior parte degli studi sull&#8217;attaccamento degli adulti, i ricercatori misurano queste due dimensioni che possono combinarsi per creare diversi tipi di stile di attaccamento.</p><p>Pertanto, un individuo potrebbe essere attaccato in modo sicuro come descritto sopra o può avere una delle tre diverse forme di attaccamento insicuro.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Vivere lontano da casa:stile di attaccamento preoccupato</strong></h2><p>Quelli con uno stile di attaccamento preoccupato hanno alti livelli di ansia da abbandono, ma sono perfettamente a loro agio con l&#8217;intimità.</p><p>Le persone con questo tipo di attaccamento tendono ad essere bisognose e appiccicose.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Vivere lontano da casa:stile di attaccamento evitante</strong></h2><p>Le persone con uno stile di attaccamento sprezzante evitano l&#8217;intimità ma non sono preoccupate di essere abbandonate.</p><p>Gli individui sprezzanti tendono a sentirsi a disagio quando le persone cercano di avvicinarsi troppo ed evitano le relazioni strette perché preferiscono essere indipendenti.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Stile di attaccamento pauroso</strong></h2><p>Infine, quelli con uno stile di attaccamento pauroso sperimentano sia alti livelli di ansia di abbandono che di evitamento dell&#8217;intimità.</p><p>Come le persone sprezzanti, si sentono a disagio nell&#8217;avvicinarsi troppo ed evitano le connessioni intime con gli altri.</p><p>Ma a differenza delle loro controparti sprezzanti, le persone timorose evitano l&#8217;intimità perché non si fidano che le altre persone si facciano avanti per loro e temono di essere deluse, non perché preferiscono essere indipendenti.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si relaziona lo stile di attaccamento con l’uso dei social?</strong></h2><p>Gli studiosi Stöven e Herzberg anno scoperto che le persone con livelli più elevati di ansia da abbandono tendevano a utilizzare i social media come un modo per aumentare i propri sentimenti di appartenenza e per sentirsi amati dagli altri.</p><p>Erano anche più propensi a cercare feedback e attenzione da altre persone, e questo era particolarmente vero quando provavano emozioni negative come tristezza o stress.</p><p>Per loro, i social media erano un modo per cercare rassicurazioni sul fatto che gli altri apprezzano e si prendono cura di loro, specialmente quando sono giù.</p><p>Le persone ad alto grado di evitamento dell&#8217;intimità, d&#8217;altra parte, hanno mostrato il modello di comportamento opposto.</p><p>Era particolarmente improbabile che si rivolgessero ad altri per avere un feedback.</p><p>Coloro che evitano l&#8217;attaccamento avevano maggiori probabilità di interagire con le celebrità sui social media, scegliendo così una situazione sociale in cui le connessioni più strette sono impossibili.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Vivere lontano da casa: quanto tempo passi sui social?</strong></h2><p>Questo modello è stato osservato anche rispetto al tempo che le persone trascorrono sui social media.</p><p>Quelli con stili di attaccamento ansiosi tendevano a trascorrere più tempo sui social media, mentre quelli ad alto tasso di evitamento trascorrevano meno tempo.</p><p>Le persone con ansia da attaccamento hanno anche mostrato una serie di comportamenti problematici.</p><p>Avevano maggiori probabilità di condividere in modo eccessivo, impegnarsi in comportamenti impulsivi e utilizzare i social media in modo compulsivo o invadente.</p><p>Generalmente, ciò si è verificato perché coloro che hanno una maggiore ansia di attaccamento tendono anche ad avere una minore autostima e a sperimentare un maggiore disagio psicologico.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Immagine positiva di sé</strong></h2><p>Un comportamento che è stato associato sia con l&#8217;evitamento dell&#8217;intimità che l&#8217;ansia da attaccamento è il desiderio di presentare un&#8217;immagine online più positiva di sé, mettendo in mostra le caratteristiche migliori e nascondendo le caratteristiche meno desiderabili.</p><p>Sebbene gli studi condotti non lo abbiano esaminato direttamente, è possibile che questo comportamento fosse motivato dal desiderio di piacere tra coloro che erano attaccati ansiosamente e dal desiderio di tenere gli altri a distanza per gli attaccati evitanti.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Vivere lontano da casa: i social ci collegano o ci disconnettono dagli altri?</strong></h2><p>Studiare l&#8217;uso dei social attraverso la lente dello stile di attaccamento ci mostra come le persone possono utilizzare questa tipologia di media per soddisfare i bisogni sociali che ritengono non soddisfatti nelle loro vite offline.</p><p>Le persone più preoccupate di non essere amate o abbandonate dagli altri cercano supporto e rassicurazione online, soprattutto quando si sentono giù.</p><p>Alcuni di loro possono trovare conforto.</p><p>Altre ricerche mostrano che i post negativi sui social sono percepiti in modo sfavorevole e rendono il poster meno simpatico.</p><p>Ciò suggerisce che queste persone ansiosamente attaccate potrebbero non ricevere la rassicurazione che stanno cercando e il tempo trascorso sui social potrebbe persino ritorcersi contro.</p><p>Questo desiderio di connessione potrebbe anche portare a un uso ossessivo che interferisce con la loro vita offline, come riscontrato in alcuni studi condotti di recente.</p><p>D’altra parte la ricerca non ha dimostrato che le persone che evitano l&#8217;intimità utilizzino i social al posto di modalità di comunicazione dal vivo per interagire con gli altri.</p><p>L&#8217;evitamento risulta associato a una minore interazione sui social media, o ad interazioni con celebrità poco propense a instaurare una connessione reciproca.</p><p>Quando si decide di <strong>vivere lontano da casa</strong> i social media ci permettono di mantenere la nostra rete di amicizie e conoscenze se lo desideriamo.</p><p>Tutta via, se il tuo stile di attaccamento è di tipo evitante, l’utilizzo dei social non ti consentirà di rimanere connesso con gli altri, ma probabilmente non ne senti la necessità.</p><p>Da quando hai deciso di <strong>vivere lontano da casa</strong> l’uso dei social è cambiato?</p><p>Se lo desideri puoi condividere la tua esperienza lasciando un commento qui sotto.</p><p>Fonte originale</p><p><a href="https://www.psychologytoday.com/intl/blog/close-encounters/202102/how-someones-attachment-style-affects-their-social-media-use" target="_blank" rel="noopener">https://www.psychologytoday.com/intl/blog/close-encounters/202102/how-someones-attachment-style-affects-their-social-media-use</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Vivere lontano dalla propria terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2021 08:38:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[espatrio ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche quando il trasferimento all’estero è voluto e programmato, non sempre si è pronti a vivere lontano dalla propria terra. Andare a vivere all’estero è una scelta abbastanza impegnativa; una nuova lingua, un nuovo stile di vita, la ricerca del lavoro e di una nuova casa. L’allontanamento dalla famiglia e dagli amici che conosci da&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quando il<strong> trasferimento all’estero</strong> è voluto e programmato, non sempre si è pronti a vivere<strong> lontano dalla propria terra</strong>.</p><p>Andare a <strong>vivere all’estero</strong> è una scelta abbastanza impegnativa; una nuova lingua, un nuovo stile di vita, la ricerca del lavoro e di una nuova casa.</p><p>L’allontanamento dalla famiglia e dagli amici che conosci da anni e con i quali sei cresciuto provoca spesso-nei primi tempi dopo il trasferimento- un senso di tristezza e <strong><a href="https://lapsicologa-online.it/nostalgia-di-casa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostalgia</a></strong>.</p><p>Oltre a questo tipo di separazione c’è né anche un’altra, meno conosciuta ma altrettanto importante, la <strong>separazione dai luoghi fisici</strong> : la casa dove si è nati e cresciuti, le scuole che si sono frequentate, gli spazi dove sono state praticate attività sportive, i parchi dove si è trascorso il tempo libero, etc…</p><p>Perchè è difficile separarsi dagli spazi fisici conosciuti e familiari?</p><p>La psicologia ambientale può rispondere a questa domanda.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è la psicologia ambientale</strong></h2><p>La <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_ambientale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">psicologia ambientale</a></strong> è una disciplina nata intorno agli anni ’70 che studia come gli habitat naturali e sociali influenzano la mente e il comportamento umano e come questi effetti a livello individuale, a loro volta, trasformano gli habitat naturali e sociali.</p><p>Essa si occupa anche della comprensione dei significati soggettivi, emotivi e simbolici connessi con gli ambienti fisici e lo studio dei legami personali che gli individui costruiscono con specifici luoghi (Williams,Vaske,2003)</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Dallo spazio al luogo</strong></h2><p>Secondo la prospettiva costruttivista o transazionale è l’uomo che crea il luogo dotato di senso (<em>places</em>) a partire dagli ambienti (<em>spaces</em>).</p><p>L’individuo crea il luogo dotandolo di significato (<em>place</em>) sia in relazione ai suoi vissuti soggettivi, ma anche in relazione alle circostanze sociali, economiche e culturali in cui si trova a vivere.</p><p>Secondo Agnew (1987) i luoghi forniscono alle persone un’identità territoriale soggettiva identificata con il concetto di senso del luogo (<em>sense of place</em>).</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Lontano dalla propria terra: il senso del luogo</strong></h2><p>Il senso del luogo descrive la relazione dell’individuo con il luogo nel suo insieme fatto di cognizioni, affetti e comportamenti.</p><p>All’interno di tale costrutto s’individua l’identità di luogo <em>(place identity</em>) che rappresenta la componente cognitiva e la <em>place attachement</em> che rappresenta invece la componente emotiva.</p><p>Una terza componente, definita <em>place dependence</em>, rimanda invece agli aspetti funzionali dei luoghi che soddisfano degli obiettivi personali importanti per il soggetto.</p><p>Il senso del luogo non è statico ma dinamico e non è lo stesso per tutte le persone.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal luogo ai luoghi</strong></h2><p>Gli individui costruiscono legami importanti con diversi luoghi lungo tutto l’arco della loro esistenza.</p><p>Sono le esperienze significative della vita di una persona che rendono soggettivamente importante il luogo in cui tali esperienze si sono realizzate.</p><p>Secondo Gustafson (2001) sono tre le categorie di esperienze che rendono importante il luogo in cui sono avvenute queste esperienze.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Esperienze individuali del luogo</strong></h3><p>I significati dei luoghi sono collegati a fasi precise della propria vita: infanzia, adolescenza, genitorialità.</p><p>Le emozioni collegate sono soprattutto vissuti legati alla sicurezza e al sentirsi a casa propria.</p><p>Le attività connesse sono lavoro e tempo libero.</p><p>Inoltre i luoghi diventano fonti d’identificazione personale: le persone usano i luoghi in cui risiedono o che frequentano per comunicare agli altri chi sono.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Relazioni e percezioni delle persone che vivono il luogo</strong></h3><p>Un altro polo del modello di Gustafson è dato dalle relazioni con gli altri.</p><p>I luoghi acquisiscono importanza in rapporto agli individui che ci vivono ed al senso di comunità che tali luoghi trasmettono.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Luogo come ambiente fisico, istituzionale, storico…</strong></h3><p>L’ultimo polo del modello è quello relativo alle caratteristiche fisiche degli ambienti naturali o costruiti ed alle loro specificità storiche, artistiche,…</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Senso dei luoghi ed identità personale</strong></h2><p>Che importanza hanno i legami con i luoghi in relazione allo sviluppo personale?</p><p>Tutti gli studiosi di queste tematiche sono concordi nell’affermare l’importanza del legame con l’ambiente nei processi di sviluppo e mantenimento dell’identità personale.</p><p>Chi siamo è connesso anche a dove siamo.</p><p>La relazione con i luoghi riflette lo sviluppo dell’identità del Sé.</p><p>Contribuiscono alla formazione dell’identità più luoghi nel tempo ma anche più luoghi  contemporaneamente.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Lontano dalla propria terra: luoghi significativi</strong></h3><p>Alcuni luoghi diventano significativi per le opportunità di privacy e introspezione che offrono.</p><p>Sono spesso luoghi naturali (mare, lago, montagna, …).</p><p>Altri luoghi diventano <em>markers di vita</em>: sono luoghi che hanno a che fare con modifiche del percorso di sviluppo in una direzione piuttosto che in un’altra (T. Giani Gallino,2007)</p><p>Questi luoghi diventano per l’individuo dei veri e propri simboli di cambiamento di vita.</p><p>In tale tipologia possiamo includere anche i luoghi dove l&#8217;expat decide di trasferirsi.</p><p>Infatti il trasferimento all&#8217;estero è sicuramente un cambiamento significativo nell&#8217;arco dello sviluppo personale.</p><p>Altri luoghi ancora consentono la continuità del Sé nel tempo, tramite l’uso ripetuto di uno stesso luogo nel corso della vita.</p><p>E’ questo il caso per esempio della propria città, quartiere, casa, dove l’<strong>espatriato </strong>ritorna regolarmente, spesso durante un<strong> periodo di ferie</strong>.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Lontano dalla propria terra: senso dei luoghi come processo</strong></h2><p>La maggior parte degli studiosi del settore ritiene che la relazione con i luoghi non sia un’entità statica ma un fenomeno dinamico: essa si sviluppa e cambia nel tempo.</p><p>Il senso attribuito ai luoghi si trasforma durante il ciclo di vita e dunque va inteso come un processo (Low,1992).</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Senso dei luoghi e benessere psicologico</strong></h2><p>Il senso dei luoghi è connesso con i progetti personali di vita.</p><p>Il supporto percepito da parte del luogo in relazione ai progetti personali si correla con il <strong>benessere psicologico </strong>dell’individuo.</p><p>I progetti personali infatti non dipendono solo dalle motivazione della persona ma anche dalle risorse che l‘ambiente offre.</p><p>I luoghi più connessi con i progetti personali sono: la casa, il luogo di lavoro, la casa dei genitori e degli amici, i negozi, i luoghi dedicati allo sport e i ristoranti (T. Giani Gallino,2007).</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Coinvolgimento con i luoghi</strong></h2><p>Hay (1998) distingue diversi livelli di senso del luogo a seconda del grado di insediamento dei soggetti.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Lontano dalla propria terra: attaccamento superficiale</strong></h3><p>Si può sviluppare con turisti e persone di passaggio in un determinato luogo.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Attaccamento parziale</strong></h3><p>Il classico esempio è il luogo della vacanza,dove si torna periodicamente.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Attaccamento personale</strong></h3><p>Un esempi è quello dei nuovi residenti, compresi gli <strong>espatriati </strong>da pochi anni all’estero.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Attaccamento ancestrale</strong></h3><p>Riguarda quelle persone che risiedono da lungo tempo</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Lontano dalla propria terra: attaccamento culturale</strong></h3><p>Comprende ad esempio i residenti di lunga data e con legami spirituali con il luogo.</p><p>Il senso del luogo aumenta progressivamente con l’età ( in proporzione al numero di anni trascorsi in un luogo).</p><p>Durante l’infanzia e la pubertà si può rilevare un embrionale senso del luogo, legato principalmente a vissuti di sicurezza.</p><h2 class="wp-block-heading">Lontano dalla propria terra: conclusioni</h2><p>I significati che sono attribuiti ai luoghi sono il punto di partenza per la costruzione dell’identità di luogo, ossia di quegli aspetti dell’identità del Sé connessi con l’ambiente fisico.</p><p>Gli studiosi sono concordi nell’affermare che la separazione dai luoghi di appartenenza attivi vissuti di perdita, sradicamento e disorientamento identitario.</p><p>La rottura del legame con i luoghi dove si è nati e cresciuti può minacciare l’identità, sommergendo l’individuo con cambiamenti troppo rapidi o eccessivi da elaborare (T.Giani Gallino,2003).</p><p>Se il <strong>trasferimento all’estero</strong> è voluto, la separazione è per lo più programmata e di solito accompagnata da cambiamenti positivi di status.</p><p>La programmazione consente alle persone di realizzare la transizione in maniera graduale e di prepararsi al cambiamento, lasciandosi alle spalle alcuni aspetti di sé e contemporaneamente sviluppandone di nuovi.</p><p>E tu come hai vissuto la separazione dai luoghi quando si vive <strong>lontano dalla propria terra</strong>?</p><p><strong>Fonte</strong></p><p>T.Giani Gallino (2007),<em>Luoghi di attaccamento</em>. Raffaello Cortina editore</p><p><strong>Bibliografia</strong></p><p>Agnew,J.A.(1987),<em>Luogo e politica</em>. Trad.it Unicopli, Milano 1991</p><p>Gustafson,P.(2001a),<em>”Meanings of place: everyday experience and theoretical conceptualizations”.</em> In Journal of Environmental Psychology,21,pp. 5-16.</p><p>Low,S.M.,(1992),<em>”Symbolic ties that bind:Place attachment in the Plaza”. In Altman,I.,Low,S.M.,(a cura di),Place Attachment.</em>Plenum Press,New York,pp.165-186.</p><p>Williams D.R,Vaske,J.J.(2003),<em>”The measurement of place attachment:Validity and generalizability of a psychometric approach”</em>. In Forest science,49,pp830-840.</p><p><strong>Per approfondire</strong></p><p>Baroni M.R. (2008), <em>Psicologia ambientale</em>. Il Mulino, Bologna</p><p>Bonnes M.,Secchiaroli G.(2007), <em>Psicologia ambientale</em>. Carocci editore. Roma</p><p>Costa, M. [2010] <em>Psicologia ambientale e architettonica, Come l’ambiente e l’architettura influenzano la mente e il comportamento</em>. Franco Angeli, Milano.</p><p>Freid, M. [1963], <em>Grieving for a lost home</em>, in L.J. Duhl (a cura di), <em>The urban condition</em>, New York, Basic Books, pp. 151-171</p><p>Pastlan, L.A. [1980], <em>Relocation, mortality, and intervention</em>, comunicazione presentata all’American Psychological Association Conference, Montreal.</p><p>Syme, S.L, Hyman, M.M. e Enterline P.E. [1965],<em>Cultural mobility and the occurence of coronary heart desease,</em> in “Journal of Healt and Human Behavior” , 6, pp.178-189.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Senso di colpa in espatrio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 08:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[espatrio ed emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[espatrio]]></category>
		<category><![CDATA[genitori anziani]]></category>
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					<description><![CDATA[[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;&#124;&#124;&#124;&#8221; custom_padding__hover=&#8221;&#124;&#124;&#124;&#8221;][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.0&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;] Il senso di colpa in espatrio é uno dei sentimenti che l&#8217;expat può provare in seguito ad un trasferimento . Nella mia pratica clinica mi imbatto frequentemente in persone (più spesso donne) che in seguito&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.0&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p>Il <strong>senso di colpa in espatrio </strong>é uno dei sentimenti che l&#8217;expat può provare in seguito ad un trasferimento<strong> </strong>.</p>
<p></p>
<p>Nella mia pratica clinica mi imbatto frequentemente in persone (più spesso donne) che in seguito all’espatrio manifestano sensi di colpa nei riguardi dei propri genitori rimasti in Italia.</p>
<p></p>
<p>Questo a seguito della preoccupazione di non potersi prendere cura di loro se dovessero ammalarsi o quando-invecchiando-non saranno più autonomi.</p>
<p></p>
<p>Talvolta sono gli stessi genitori che, più o meno inconsapevolmente, alimentano la persistenza nei figli del <strong>senso di colpa in espatrio</strong> .</p>
<p></p>
<p>Le difficoltà emotive derivanti dal non essere supportati nella propria scelta di trasferirsi all&#8217;estero lontani dalla propria famiglia non possono e non devono essere sottovalutate.</p>
<p></p>
<p>La cultura italiana, d’altronde, ha sempre assegnato alle donne il ruolo della cura.</p>
<p></p>
<p>La cura dei mariti, dei figli, dei fratelli, degli anziani genitori.</p>
<p></p>
<p>Secondo questa cultura il dovere di una donna è quindi quello di essere presente fisicamente in caso di bisogno più o meno grave.</p>
<p></p>
<p>Di conseguenza è spesso più accettato l’allontanamento del figlio piuttosto che quello della figlia.</p>
<p></p>
<p>I sensi di colpa possono arrivare a rappresentare un sentimento difficile da gestire, in grado di provocare disagio,dolore psicologico e ripercussioni nella vita pratica (lavoro, famiglia, relazioni sentimentali ecc.),</p>
<p></p>
<p>Alcune condizioni personali possono favorire l’insorgenza del senso di colpa.</p>
<p></p>
<p>Infatti, sono più soggette a questo tipo di emozione quelle persone che tendono ad anteporre i bisogni altrui ai propri.</p>
<p></p>
<p>Quando decidi di prenderti cura degli altri dedicando loro tempo, energia ed impegno, ricordati di soddisfare contemporaneamente i tuoi bisogni emotivi, sociali e di crescita.</p>
<p></p>
<p>Devi poter trovare il giusto equilibrio tra dovere e piacere.</p>
<p></p>
<p>Se nella vita anteponi sempre il dovere prima o poi sarai sopraffatta da frustrazione, rabbia e stanchezza emotiva.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è il senso di colpa?</strong></h2>
<p></p>
<p>La colpa è un&#8217;emozione comune che tutti noi proviamo.</p>
<p></p>
<p>E’ un’emozione che s’instaura in un rapporto, quando c’è un legame emotivo tra due parti.<strong></strong></p>
<p></p>
<p>Il senso di colpa ci segnala che il nostro comportamento ha modificato l’equilibrio di una relazione; agitando lo spauracchio delle nostre paure più profonde ed arcaiche: la paura dell’abbandono, della disapprovazione delle persone che amiamo, della perdita del loro amore.</p>
<p></p>
<p>È la paura di perdere un legame relazionale significativo ed importante.</p>
<p></p>
<p>Solitamente percepiamo più o meno consapevolmente che una relazione, non solo d&#8217;amore, ma anche lavorativa o di amicizia, sta in piedi se ci comportiamo in un certo modo e se rispettiamo certe regole implicite o esplicite.</p>
<p></p>
<p>Nel momento in cui, per i più svariati motivi, veniamo meno a queste regole, il senso di colpa subentra per metterci in allarme e per ricordarci che stiamo trasgredendo alle norme della relazione in cui siamo.</p>
<p></p>
<p>Un senso di colpa eccessivo può essere associato anche ad una storia di traumi infantili e di disturbo da stress post-traumatico.</p>
<p></p>
<p>Il senso di colpa traumatico può assumere molte forme, incluso il &#8220;senso di colpa del sopravvissuto&#8221; o il senso di colpa per aver pensato alla propria vita quando qualcuno in famiglia era sofferente ed aveva bisogno di cure.</p>
<p></p>
<p>I sensi di colpa possono anche significare senso di indegnità, probabilmente radicato nelle relazioni con genitori critici, negligenti o violenti.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da dove viene il senso di colpa</strong>?</h2>
<p></p>
<p>Il senso di colpa viene strutturandosi durante l’infanzia, sin da piccolissimi, a partire da tutta quella serie di norme che genitori, insegnanti, ed altri adulti significativi ci insegnano e che nel tempo vengono interiorizzate.</p>
<p></p>
<p>Una volta interiorizzate,il senso di colpa insorge ogniqualvolta il nostro “giudice interiore” esprime un giudizio negativo sul nostro comportamento.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il senso di responsabilità</strong></h2>
<p></p>
<p>Quando il senso di colpa è sviluppato in modo normale, rappresenta un fattore evolutivo importante, poiché rende possibile la costruzione del senso di responsabilità e partecipa alla costruzione dell’etica personale.</p>
<p></p>
<p>Il senso di responsabilità è la capacità di rispondere delle proprie azioni, di accettare le conseguenze dei propri comportamenti. Pensare in termini di responsabilità piuttosto che di colpa permette di farsi carico dei propri sentimenti, dei propri desideri e delle proprie azioni in modo adulto e consapevole.</p>
<p></p>
<p>Permette infatti di comprendere se è stato commesso un danno ingiustificato e quindi la conseguente possibilità di rimediare.</p>
<p></p>
<p>Prendersi cura dei propri sentimenti, significa accogliere e accettare ogni <strong><a href="https://lapsicologa-online.it/emozioni-un-indicatore-prezioso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emozione</a></strong> che ci attraversa, considerando che quell&#8217;emozione è l&#8217;espressione di un bisogno psicologico e sociale.</p>
<p></p>
<p>Essere responsabile di sé stessi vuol dire accorgersi che, oltre ai bisogni del familiare, esistono anche i propri e che è necessario fare qualcosa di concreto per soddisfarli.</p>
<p></p>
<p>Che le lacrime e il dolore hanno bisogno di esprimersi e di essere consolati.</p>
<p></p>
<p>Che il nostro corpo ha bisogno di cure, che a volte si è deboli e che non siamo indispensabili.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Donne </strong>e senso di colpa in espatrio</h2>
<p></p>
<p>Secondo gli studi sul senso di colpa le donne, in particolare, sono inclini a sentirsi in colpa.</p>
<p></p>
<p>Uno studio del 2009 di Etxebarria, pubblicato sullo Spanish Journal of Psychology, ha intervistato donne e uomini di tre gruppi di età (156 adolescenti, 96 giovani adulti e 108 anziani) su quali situazioni più spesso li hanno fatti sentire in colpa.</p>
<p></p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che il senso di colpa abituale era più alto per le donne rispetto agli uomini in tutti e tre i gruppi di età, con il divario maggiore nella fascia di età tra i 40 ei 50 anni.</p>
<p></p>
<p>Questa età corrisponde agli anni della &#8220;generazione sandiwich&#8221;, in cui molte donne si destreggiano tra il prendersi cura dei figli  adolescenti e degli anziani genitori .</p>
<p></p>
<p>Un altro studio ha rilevato che le donne segnalano più sensi di colpa rispetto agli uomini, nel complesso, quando lavorano la sera.</p>
<p></p>
<p>Infine, la ricerca mostra che le donne millennial, e in generale i millennial, si sentono in colpa quando vanno in vacanza.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché le donne in espatrio si sentono più colpevoli?</strong></h2>
<p></p>
<p>Perché le donne sono più inclini a sentirsi in colpa?</p>
<p></p>
<p>La risposta probabilmente sta nell’educazione di genere.</p>
<p></p>
<p>In molte società, donne e ragazze sono state educate per migliaia di anni ad andare d&#8217;accordo con gli altri, a non ferire i sentimenti di nessuno e a prendersi cura dei propri cari.</p>
<p></p>
<p>In molte (ma non in tutte) le famiglie, le donne si sentono più responsabili nel mantenere i contatti con parenti e amici e di mantenere il funzionamento della famiglia in modo efficiente.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare per smettere di sentirti in colpa</strong></h2>
<p></p>
<p>Se il tuo senso di colpa diventa eccessivo e fonte di disagio psicologico, prova a mettere in pratica i seguenti suggerimenti.</p>
<p></p>
<p>Sono necessarie consapevolezza e molta pratica per cambiare un modello radicato di senso di colpa costruito nell’infanzia, quindi sii paziente con te stessa.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong> Cerca le prove</strong></h3>
<p></p>
<p>Se ti senti in colpa perché &#8220;non stai facendo abbastanza&#8221; per i tuoi figli, partner o famiglia, elenca tutte le cose che fai regolarmente per loro.</p>
<p></p>
<p>Conserva ed aggiorna regolarmente la lista e rileggila quando il senso di colpa diventa eccessivo.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Apprezza te stesso e tutto ciò che fai</strong></h3>
<p></p>
<p>Scrivi un diario di &#8220;auto-gratitudine&#8221; alla fine di ogni giornata, annotando almeno una cosa che hai fatto quel giorno che ha promosso i tuoi obiettivi o aiutato qualcuno a cui tieni.</p>
<p></p>
<p>Alla fine della settimana, leggi quello che hai scritto.</p>
<p></p>
<p>Il senso di colpa e il perfezionismo alimentano un atteggiamento negativo.</p>
<p></p>
<p>Ti fanno prestare attenzione a ciò che non stai facendo bene.</p>
<p></p>
<p>Scrivendo quello che hai fatto, puoi superare questo pregiudizio e costringerti a concentrarti sui tuoi risultati.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Immagina a come vedresti le cose se i ruoli fossero invertiti.</strong></h3>
<p></p>
<p>Penseresti che i tuoi genitori o il partner non stia facendo abbastanza per te?</p>
<p></p>
<p>Spesso troviamo facile essere compassionevoli e comprensivi con gli altri, ma siamo troppo duri con noi stessi.</p>
<p></p>
<p>Assumendo il punto di vista dell&#8217;altra persona, probabilmente vedrai la tua situazione in una luce più oggettiva.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Frena il pensiero &#8220;bianco e nero&#8221;.</strong></h3>
<p></p>
<p>Stai pensando alla situazione in termini di tutto o niente?</p>
<p></p>
<p>Pensi che se non sei il partner perfetto (o figlia o genitore) significa che sei il peggiore del pianeta?</p>
<p></p>
<p>Prova a trovare il grigio in mezzo a tutto quel bianco e nero.</p>
<p></p>
<p>Considera altri modi di vedere la situazione.</p>
<p></p>
<p>Cerca di giudicare i tuoi sforzi nel contesto, piuttosto che aspettarti sempre la perfezione.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Individua le emozioni alla base del senso di colpa in espatrio.</strong></h3>
<p></p>
<p>Il senso di colpa potrebbe mascherare altri sentimenti come rabbia, intimidazione o risentimento?</p>
<p></p>
<p>Se hai una relazione con una persona molto bisognosa o un narcisista, potresti convincerti di essere egoista imponendo dei limiti e dicendo di no.</p>
<p></p>
<p>Nel tempo, il tuo senso di colpa e il tuo conflitto interiore potrebbero effettivamente mascherare il risentimento o la rabbia.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Impara a tollerare il disappunto e la disapprovazione degli altri</strong></h3>
<p></p>
<p>La paura di essere disapprovato ti tiene legata ai sensi di colpa.</p>
<p></p>
<p>Mostra a chi cerca di manipolarti con il senso di colpa che tu sei perfettamente in grado di sostenere il disappunto.</p>
<p></p>
<p>In tal modo non avranno più il dominio emozionale su di te.</p>
<p></p>
<p>Molti pensano di non poter sopportare l’idea di deludere gli altri, perché pensano di non riuscire a tollerare il loro giudizio negativo.</p>
<p></p>
<p>E’ importante invece imparare ad essere fedele a te stesso ed alle tue idee, soprattutto per rafforzare la tua personalità e la tua autostima.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Riconsidera il tuo sistema di valori, regole ed aspettative.</strong></h3>
<p></p>
<p>Quali sono i valori in cui davvero credi profondamente?</p>
<p></p>
<p>Mantieni questi ma lascia andare gli altri, quelli magari indotti dalla società o dalla famiglia in cui però non credi davvero.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Decidi quanto sei disposto e in grado di fare.</strong></h3>
<p></p>
<p>Se ritieni onestamente di aver fatto abbastanza per il tuo partner o un membro della famiglia, impara ad esprimere in maniera chiara ciò che hai già fatto per lui/lei, stabilendo dei limiti alla tua disponibilità.</p>
<p></p>
<p>Spesso persone narcisiste o molto bisognose di cure sono centrate esclusivamente su ciò che manca piuttosto che riconoscere ciò che hanno già ricevuto dai propri cari.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Renditi conto che va bene prendersi cura dei propri bisogni.</strong></h3>
<p></p>
<p>Alcune persone assumono il ruolo di operatore di pace all’interno della famiglia e sono delegati a prendersi comunque cura degli altri in ogni tempo.</p>
<p></p>
<p>Forse avevi un genitore depresso che non era in grado di prendersi cura di te adeguatamente.</p>
<p></p>
<p>Da adulto, potresti ancora mettere a tacere i tuoi bisogni o sentirli meno validi di quelli del tuo partner, figlio o amico.</p>
<p></p>
<p>Ma non devi permettere che il ruolo di “infermiera” avuto nell’infanzia influisca nel presente.</p>
<p></p>
<p>Non portare il passato nella tua vita presente.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Allenati a tenere testa al tuo senso di colpa in espatrio.</strong></h3>
<p></p>
<p>Fai delle vacanze da sola, o non dare la mancia per un servizio che non hai richiesto.</p>
<p></p>
<p>Imparerai così a non lasciarti sopraffare dal tuo senso di colpa in espatrio e a tollerare il disappunto degli altri.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Accetta i tuoi errori</strong></h3>
<p></p>
<p><br /> Noi esseri umani facciamo errori costantemente.</p>
<p></p>
<p>Non solo. A volte agiamo d’impulso o semplicemente egoisticamente, senza considerare le conseguenze che possono derivare.</p>
<p></p>
<p><br /> Assolutamente tutti noi possiamo sbagliare, violare regole e precetti, e qualche volta non ci comportiamo con integrità e correttezza.</p>
<p></p>
<p>E’ lodevole e auspicabile dare il meglio di noi stessi, ma non siamo macchine programmate per comportarci in serie.</p>
<p></p>
<p>Che piaccia o no, noi possiamo fare gli stessi errori altre centinaia di volte nelle medesime situazioni, sembra folle ma è così!</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perdonati</strong></h3>
<p></p>
<p><br /> Possibile che ognuno di noi porti un peso a tempo indeterminato per tutti i suoi errori?</p>
<p></p>
<p>Ha senso? La risposta è NO!</p>
<p></p>
<p>La parola chiave per liberarsi del peso del passato è solo questa: il <a href="https://lapsicologa-online.it/perdono-e-benessere-personale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>perdono</strong></a>.</p>
<p></p>
<p>Il perdono libera il “colpevole” e chi è stato danneggiato.</p>
<p></p>
<p>Basta tracciare una linea e ricominciare, lasciandosi alle spalle il dolore.</p>
<p></p>
<p>In primo luogo, impara a perdonarti, e poi, naturalmente, anche a perdonare gli errori degli altri.</p>
<p></p>
<p>Spero di averti dato qualche spunto di riflessione utile a comprendere le dinamiche che sottendono il <strong>senso di colpa in espatrio</strong> .</p>
<p></p>
<p>Se non dovessi riuscire a mettere in atto questi consigli o se non dovessero bastare, ricorda che puoi sempre decidere di farti aiutare da una psicologa a fare quel cambiamento che da solo sembra così difficile da realizzare.</p>
<p></p>
<p>E tu cosa pensi del <strong> senso di colpa</strong> <strong>in espatrio</strong> ?</p>
<p></p>
<p>Se lo desideri puoi lasciare un tuo commento qui sotto.</p>
<p></p>
<p></p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Riferimenti</strong></h4>
<p></p>
<p>Etxebarria, I., Ortiz, M. J., Conejero, S. y Pascual, A. Intensity of habitual guilt in men and women: Differences in interpersonal sensitivity and the tendency towards anxious-aggressive guilt. Spanish Journal of Psychology, 2009; 12 (2): 540-554</p>
<p></p>
<p><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2920248/" target="_blank" rel="noopener">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2920248/</a></p>
<p></p>
<p><a href="https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-mindful-self-express/201703/8-empowering-ways-stop-feeling-guilty" target="_blank" rel="noopener">https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-mindful-self-express/201703/8-empowering-ways-stop-feeling-guilty</a></p>
<p></p>[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]]]></content:encoded>
					
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		<title>Nostalgia di casa: come superarla quando vivi all&#8217;estero</title>
		<link>https://lapsicologa-online.it/nostalgia-di-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2020 08:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[espatrio ed emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[come superare la nostalgia di casa]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[expat]]></category>
		<category><![CDATA[lontananza]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgia]]></category>
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					<description><![CDATA[La nostalgia di casa é una sensazione vissuta da molte persone  nella nostra cultura altamente mobile. Elevati livelli di mobilità interferiscono con l&#8217;attaccamento alla propria casa. L&#8217;attaccamento al luogo gioca un ruolo nel nostro benessere psicologico? L&#8217;attaccamento alla casa è stato a lungo considerato naturale e salutare. Quando l&#8217;esplorazione e l&#8217;espansione territoriale fecero sì che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>La <strong>nostalgia di casa</strong> é una sensazione vissuta da molte persone  nella nostra cultura altamente mobile.</h2>
<p>Elevati livelli di mobilità interferiscono con l&#8217;attaccamento alla propria casa.</p>
<h3>L&#8217;attaccamento al luogo gioca un ruolo nel nostro benessere psicologico?</h3>
<p>L&#8217;<strong>attaccamento alla casa</strong> è stato a lungo considerato naturale e salutare.</p>
<p>Quando l&#8217;esplorazione e l&#8217;espansione territoriale fecero sì che la mobilità fosse  considerata benefica e in alcuni casi necessaria, la riluttanza a lasciare la casa divenne un problema pratico.</p>
<p>Nel 1898, Kline, uno dei primi psicologi, sosteneva che secondo la scienza l&#8217;<strong>impulso migratorio</strong> fose  salutare per l&#8217;individuo e l&#8217;attaccamento alla casa un ostacolo al benessere.</p>
<p>Kline contrapponeva due tipi di personalità.</p>
<p>Ha elogiato il <strong>migrante</strong> “cosmopolita” come colui che “ha molteplici interessi e trova oggetti redditizi e spiriti affini in una varietà di situazioni. . . negli interessi commerciali, speculativi, audaci, progressisti e macroscopici del mondo &#8220;.</p>
<p>Kline ha umiliato l&#8217;amante della casa definendolo &#8220;provinciale, faticoso e timido&#8221;.</p>
<p>I suoi interessi sono &#8220;identificati con gli affari conservatori e microscopici della società&#8221;.</p>
<p>La visione dell&#8217;attaccamento alla casa come disadattivo ha portato gli psicologi a individuare  modi per prevenire e trattare la condizione malsana della <strong>nostalgia di casa.</strong></p>
<h3>L&#8217;amore per la casa è un disturbo?</h3>
<p>O piuttosto è diventato un inconveniente in un mondo che fa affidamento sulla mobilità per il progresso economico, tecnologico e sociale?</p>
<p>La ricerca empirica non ha ancora prodotto risposte definitive a tali domande.</p>
<p>Numerosi studi hanno suggerito che la <strong>nostalgia di casa</strong> può essere associata a difficoltà psicologiche come solitudine, depressione, <a href="gestire-lansia-in-modo-efficace" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ansia</strong></a>,difficoltà ad adattarsi a nuove situazioni e problemi di salute psicosomatici.</p>
<p>Dato che stare lontano da casa può essere accompagnato dalla tristezza di perderla, ci si chiede perché formiamo legami emotivi così potenti con la nostra casa.</p>
<p>Sicuramente l&#8217;attaccamento è almeno in parte il prodotto di tutte le meravigliose esperienze che abbiamo vissuto durante la nostra infanzia.</p>
<p>Come ha spiegato il famoso poeta Robert Frost, &#8220;La casa è il luogo in cui, quando torni, ti accolgono&#8221;.</p>
<p>Tuttavia il nostro legame va oltre le esperienze piacevoli.</p>
<p>Comprende amore incondizionato, impegno, lealtà e legami duraturi.</p>
<p>Quando te ne vai, le componenti essenziali della casa ti accompagnano, perché la casa ha contribuito a determinare  gran parte di ciò che sei.</p>
<h3>Come superare la nostalgia di casa? La casa plasma la tua identità personale</h3>
<h2><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-3553 size-full" src="https://lapsicologa-online.it/wp-content/uploads/2020/11/come-superare-la-nostalgia-di-casa.jpg" alt="come superare la nostalgia di casa" width="640" height="427" srcset="https://lapsicologa-online.it/wp-content/uploads/2020/11/come-superare-la-nostalgia-di-casa.jpg 640w, https://lapsicologa-online.it/wp-content/uploads/2020/11/come-superare-la-nostalgia-di-casa-600x400.jpg 600w, https://lapsicologa-online.it/wp-content/uploads/2020/11/come-superare-la-nostalgia-di-casa-300x200.jpg 300w, https://lapsicologa-online.it/wp-content/uploads/2020/11/come-superare-la-nostalgia-di-casa-480x320.jpg 480w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></h2>
<p>Chiaramente, le persone e gli eventi che si verificano all&#8217;interno di una casa hanno una grande influenza sulla personalità di una persona.</p>
<p>Anniversari, feste, compleanni, ricorrenze, scadenze, date di inizio, date di fine.</p>
<p>Segniamo il tempo in molti modi per molte ragioni.</p>
<p>Altrettanto importante è il luogo.</p>
<p>Un luogo può acquisire il suo valore in virtù degli eventi che vi sono accaduti.</p>
<p>Mentre il tempo è astratto, il luogo è concreto.</p>
<p>Non possiamo tenere nelle nostre mani l&#8217;amore, la gioia e i sacrifici che abbiamo sperimentato crescendo.</p>
<p>Tuttavia possiamo vedere e toccare il luogo in cui si sono verificate quelle esperienze.</p>
<p>Inoltre, interiorizziamo aspetti del luogo che hanno ospitato così tanto della nostra vita.</p>
<p>Se siamo cresciuti in una piccola città, arriviamo a pensare a noi stessi come persone di &#8220;una piccola città&#8221;.</p>
<h3>Non puoi portare la città fuori dalla persona</h3>
<p>Puoi portare la persona fuori dalla città, ma non puoi portare la città fuori dalla persona.</p>
<p>Elementi essenziali del luogo in cui siamo cresciuti si intrecciano nella nostra identità, in parte perché il luogo offre alcune opportunità e ne impedisce altre.</p>
<p>Anche semplici funzionalità architettoniche possono fare la differenza.</p>
<p>Ad esempio  i portici anteriori ad un&#8217;abitazione favoriscono un maggiore senso di comunità attraverso conversazioni e scambi di vicinato.</p>
<p>Invece gli ingressi con cancello scoraggiano gli scambi sociali gratuiti.</p>
<p>Nella misura in cui le nostre esperienze sono state positive, potremmo accogliere con favore l&#8217;identificazione con la nostra casa.</p>
<p>Interiorizziamo gli aspetti della casa anche se li associamo a esperienze avverse, spesso reagendo contro di loro e, a volte, assimilando i sentimenti negativi verso di noi  in una<a href="come-accrescere-una-bassa-autostima" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <strong>bassa autostima</strong></a> o autoironia.</p>
<p>Quando i nostri sentimenti sono abbastanza  negativi, potremmo andarcene e cercare un nuovo inizio in un posto diverso.</p>
<h3>Nostalgia di casa: come prevenirla</h3>
<p>Gli sforzi per prevenire la<strong> nostalgia di casa</strong> devono fare i conti con un paradosso.</p>
<p>Sebbene i risultati della ricerca siano stati incoerenti, la nostalgia di casa sembra essere più probabile quando i bambini hanno avuto precedenti esperienze di separazione dalla propria casa e quando avevano vissuto precedenti periodi di assenza da casa.</p>
<p>Se la nostalgia di casa  è il prezzo che paghiamo per un attaccamento forte e amorevole, c&#8217;é qualcuno che vorrebbe diminuire la qualità di questo attaccamento per prevenire la possibilità di futura nostalgia?</p>
<p>La ricerca suggerisce che le famiglie più instabili, caratterizzate da maggiore ansia e relazioni insicure, mettono il bambino a maggior rischio di <strong>nostalgia di casa</strong> futura.</p>
<h3><strong>Come affrontare la nostalgia di casa</strong></h3>
<h4><strong>Evitare l&#8217;idealizzazione</strong></h4>
<p>Quando si è lontani si può avere la tendenza ad idealizzare casa propria e i rapporti che si sono lasciati.</p>
<p>Così come è importante valorizzare i propri legami, allo stesso tempo bisogna evitare di cadere nella loro eccessiva idealizzazione.</p>
<p>Questo suggerimento risulta importante soprattutto se nel posto in cui ci è trasferiti si sta attraversano un momento di <a href="https://lapsicologa-online.it/wp-admin/post.php?post=1852&amp;action=edit" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>difficoltà</strong></a>.</p>
<p>Infatti, si può essere portati a pensare che se si fosse a casa tutto sarebbe più facilmente risolvibile.</p>
<p>In momenti di fragilità è importante sapere di avere degli affetti su cui poter contare ma senza attribuire loro la capacità magica di risolvere ogni difficoltà.</p>
<h4><strong>Stabilite una routine</strong></h4>
<p>Seguire un programma giornaliero darà un senso alle vostre giornate e vi farà sentire come a casa nella vostra nuova abitazione.</p>
<p>Può essere la colazione della mattina, la preparazione di un dolce in un giorno stabilito, il suonare uno strumento musicale, nel prendere un tè o fare esercizio fisico.</p>
<h4><strong>Invitate persone nella vostra nuova città</strong></h4>
<p>A volte una visita da parte di amici o parenti può aiutare.</p>
<p>Forse loro non conoscono la città o il paese dove si sei trasferito e avrebbero piacere di vedere dove ti sei sitemato.</p>
<p>Trascorri con loro una settimana o anche solo un weekend e goditi ogni momento.</p>
<p>Puoi far loro da guida e visitare insieme i posti dove vivi.</p>
<h4><strong>Rendete accogliete la vostra nuova casa</strong></h4>
<p>Scegli con cura i mobili che arrederanno la tua casa; dipingi le pareti con colori che trasmettono serenità; fai entrare più luce possibile; aggiungi delle piante che ti aiuteranno a rallegrare l&#8217;atmosfera.</p>
<h4><strong>Nostalgia di casa: riconoscete i vostri sentimenti </strong></h4>
<p>Un modo utile per affrontare la nostalgia di casa da<strong> espatriati</strong> è riconoscere le  emozioni che si stano vivendo.</p>
<p>Mettere per iscritto ciò che si prova tenendo un diario può veramente aiutarti a gestire la nostalgia di casa.</p>
<h3>Nostalgia di casa e attaccamento sicuro</h3>
<p>Per affrontare la nostalgia di casa che può sopraggiungere qundo si <strong>vive all&#8217;estero</strong> esistono alcuni approcci più promettenti.</p>
<p>Sono quelli che aiutano la persona a utilizzare le fondamenta del proprio attaccamento sicuro ed amorevole alla casa d&#8217;origine per far fronte agli stress e alle sfide incontrate quando si decide di <strong>trasferirsi all&#8217;estero</strong>.</p>
<p>Tornare a casa, se non altro nella memoria, può ricordarci il nostro valore, come una volta eravamo stati amati incondizionatamente.</p>
<p>Può ravvivare i sentimenti di speranza e ottimismo che sono l&#8217;essenza dell&#8217;infanzia.</p>
<p>Piuttosto che patologizzare l&#8217;attaccamento alla casa, dobbiamo capire in che modo può aiutarci, specialmente nei momenti di solitudine o separazione.</p>
<p>Apprezzare il modo in cui siamo stati formati, ma non controllati, dal nostro luogo di origine è la chiave per  preservare la continuità, l&#8217;integrità e l&#8217;autenticità del sé pur consentendo la crescita personale.</p>
<p>E tu hai mai provato la <strong>nostalgia di casa</strong>? Come sei riuscito a superarla?</p>
<p><strong>Fonte:      </strong><a href="https://www.psychologytoday.com/us/blog/longing-nostalgia/201607/homesickness-sign-weakness-or-strength-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>www.psychologytoday</strong></a></p>
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