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	<title>lavorare all&#8217;estero &#8211; Marina Arrivas &#8211; Psicologa Online</title>
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	<description>psicologa italiana per italiani all&#039;estero</description>
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		<title>Come superare un colloquio di lavoro all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 08:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[lavorare all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[aspetti psicologici]]></category>
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					<description><![CDATA[Per superare un&#160;colloquio di lavoro all’estero&#160;sono certamente importanti il CV, la competenza e l’esperienza specifica. Tuttavia effettuare un colloquio di lavoro in una lingua straniera non è come&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per superare un<strong>&nbsp;colloquio di lavoro all’estero</strong>&nbsp;sono certamente importanti il CV, la competenza e l’esperienza specifica.</p><p>Tuttavia effettuare un colloquio di lavoro in una lingua straniera non è come effettuarlo nella lingua madre.</p><p>Questo comporterà quasi sicuramente un livello maggiore di ansia e&nbsp;<a href="https://lapsicologa-online.it/stress/">stress</a>&nbsp;a causa della poca padronanza della lingua: potresti temere di non comprendere le domande o di non saper rispondere in maniera adeguata.</p><p>Anche se non parli la lingua straniera “fluently” è importante almeno conoscere bene il linguaggio tecnico relativo all’ ambito lavorativo per il quale intendi effettuare il colloquio.</p><p>Oltre ad avere una conoscenza linguistica di base, occorre anche focalizzare la tua attenzione su altri aspetti per prepararti al meglio a sostenere il colloquio.</p><h2 class="wp-block-heading" id="superare-un-colloquio-di-lavoro-all-estero">Superare un colloquio di lavoro all’estero</h2><p>Ecco alcuni suggerimenti da tener presente se vuoi affrontare un colloquio in una lingua che non è la tua lingua madre</p><h3 class="wp-block-heading" id="1-sii-onesto-sul-tuo-livello-linguistico"><strong>1. Sii onesto sul tuo livello linguistico</strong></h3><p>Nel CV specifica il tuo livello di competenza linguistica orale e scritta; se e quando hai conseguito eventuali certificazioni linguistiche; se invece non hai certificazioni ma te la cavi bene con la lingua orale.</p><p>Nella vita l’onestà paga sempre ! Durante il colloquio il tuo interlocutore saprà adattare la conversazione al tuo livello linguistico e non ci saranno delusioni.</p><h3 class="wp-block-heading" id="2-esercitati-prima-del-colloquio"><strong>2. Esercitati prima del colloqu</strong>i<strong>o</strong></h3><p>Solitamente nei colloqui di lavoro alcune domande sono sempre le stesse ( parlaci di te, quali sono i tuoi punti di forza e i tuoi punti di debolezza, perchè vuoi cambiare lavoro? etc…). Puoi quindi esercitarti prima del colloquio così da apparire più disinvolto e sicuro agli occhi del selezionatore. Non devi mandare a memoria lunghi e complicati discorsi se non sei ferrato nella lingua straniera del posto. Usa frasi semplici, e il discorso non sembrerà preparato a tavolino!</p><h3 class="wp-block-heading" id="3-assicurati-di-conoscere-lo-stile-di-vita-adatto-al-colloquio"><strong>3. Assicurati di conoscere lo stile di vita adatto al colloquio</strong></h3><p>Ogni paese ha le sue usanze. Informati prima (magari usando il web per fare una ricerca in merito). In alcuni paesi si va ad un colloquio di lavoro vestiti in maniera informale, in altri no. In alcuni paesi alcune domande sono escluse mentre in altri sono la prassi. Ogni nazione ha le sue consuetudini ed é bene conoscerle prima per sentiri più tranquillo durante il colloquio.</p><h3 class="wp-block-heading" id="4-cerca-di-rimanere-rilassato"><strong>4. Cerca di rimanere rilassat</strong>o.</h3><p>L<strong><a href="https://lapsicologa-online.it/gestire-lansia-in-modo-efficace/">‘ansia</a></strong>&nbsp;potrebbe farti parlare velocemente a causa del desiderio di andare via il prima possibile da una situazione che ti crea un certo disagio. Cerca di tenerla sotto controllo parlando lentamente, soprattutto se non sei ancora padrone della nuova lingua. Rallentare la conversazione ti darà il tempo di comprendere meglio le domande che ti vengono poste e di trovare le parole adatte per esprimerti. Se non hai compreso bene chiedi conferma della domanda; diversamente rischi di fraintendere l’interlocutore.</p><h3 class="wp-block-heading" id="5-prendi-in-considerazione-di-fare-un-colloquio-in-videochiamata-o-telefonico"><strong>5. Prendi in considerazione di fare un colloquio in videochiamata o telefonico</strong>.</h3><p>Potrebbe accadere di fare un colloquio in lingua straniera preliminare mentre sei ancora nel tuo paese e solitamente questo avviene attraverso una videochiamata. Fai in modo di rimanere tranquillo nella tua stanza senza essere disturbato mentre parli. Tieni degli appunti vicino a te se ciò ti può aiutare. Non indugiare nel chiedere al tuo selezionatore di ripetere la domanda se la connessione non va bene e la conversazione é disturbata.</p><h2 class="wp-block-heading" id="l-importanza-della-prima-impressione">L’importanza della “prima impressione”</h2><p>Oltre alla conoscenza della lingua ci sono degli aspetti particolari, che spesso sono trascurati ma che possono far aumentare le chance di superare un colloquio di lavoro all’estero.</p><p>Un colloquio di lavoro é anche una relazione interpersonale tra due sconosciuti: è importante dunque conoscere le regole che governano la relazione e la percezione sociale</p><p>L’intervistatore sarà influenzato, suo malgrado, anche da fattori più impliciti, spesso inconsapevoli ma inevitabili : il modo di sorridere, di stringere la mano, di stare nella relazione, di interloquire con il selezionatore.</p><p>Conosciamo meglio quindi questi aspetti.</p><p>Diverse&nbsp;<a href="https://psycnet.apa.org/record/2009-21033-003" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerche</a>&nbsp;del settore hanno evidenziato che l’intervistatore decide entro i&nbsp;<strong>primi 4 minuti</strong>&nbsp;dei circa trenta-quaranta a disposizione per un colloquio.</p><p>Se consideriamo la cosa da una prospettiva evolutiva, capiamo che è importante sapere subito se potersi fidare o meno della persona che si ha di fronte, in modo da avere il tempo per eventuali reazioni, nel caso essa rappresentasse una minaccia.</p><p>Le prime impressioni servono fisiologicamente per comprendere, categorizzare e di conseguenza affrontare e dare senso al mondo.</p><p>Per cui il candidato dovrà mostrare le sue abilità soprattutto all’inizio. Abbiamo pochi minuti per fare una buona impressione. Occorre concentrarsi su questi primi minuti.</p><p>E’ importante quindi avere un comportamento verbale ma anche non verbale adeguato.</p><h2 class="wp-block-heading" id="superare-un-colloquio-di-lavoro-all-estero-aspetti-relazionali-e-psicologici">Superare un colloquio di lavoro all’estero:aspetti relazionali e psicologici</h2><p>Vediamo quindi cosa e come comportarsi per fare una buona impressione nei primi 4 minuti …ed anche dopo.</p><h3 class="wp-block-heading" id="usa-la-tecnica-del-mirroring">Usa la tecnica del “Mirroring”</h3><p>Consiste nel “rispecchiare” il linguaggio del corpo dell’interlocutore (postura, ritmo linguistico, il tono di voce, i gesti, le espressioni facciali) e creare così un senso di affinità, che ha un effetto inconscio rassicurante e che induce all’instaurazione di un rapporto di fiducia.</p><p>Ha inoltre l’effetto di suscitare empatia, feeling e vicinanza interpersonale.</p><p>Non bisogna tuttavia esagerare nell’imitare il comportamento dell’altro poichè egli potrebbe accorgersene ed allora si otterrebbe l’effetto opposto.</p><p>Potete provare ad esercitarvi con qualcuno che conoscete bene (partner, coinquilino, familiare) : se lo scimmiotterete troppo lui se ne accorgerà e ve lo farà presente!</p><h3 class="wp-block-heading" id="gestisci-ansia-ed-insicurezza">Gestisci ansia ed insicurezza</h3><p>E’ normale provare una certa dose di ansia e di<a href="https://lapsicologa-online.it/insicurezza/">&nbsp;insicurezza</a>&nbsp;quando ci si trova di fronte ad una persona che ci deve valutare,come avviene durante un colloquio di lavoro all’estero.</p><p>Tuttavia le ricerche al riguardo hanno dimostrato che candidati che tendono a dare l’impressione di essere ansiosi, insicuri ed impacciati hanno in genere meno possibilità di superare il colloquio e verranno valutati meno adeguati alla posizione lavorativa per la quale partecipano alla selezione.</p><h3 class="wp-block-heading" id="sorridi">Sorridi</h3><p>Diversi studi hanno evidenziato che il sorriso, ma anche il linguaggio del corpo che denota emozioni positive, tende a generare un’impressione positiva nell’interlocutore.</p><p>Ma ciò vale solo se il sorriso é genuino. Uno studio pubblicato sul&nbsp;<em>Journal of non verbal behavior</em>&nbsp;ha dimostrato che coloro che -durante un colloquio di lavoro- tendevano a sorridere in modo non spontaneo, venivano valutati meno positivamente.</p><p>Un’altra ricerca ha altresì rilevato che i candidati che sorridevano in modo naturale e spontaneo venivano valutati più positivamente al termine del colloquio di lavoro.</p><h3 class="wp-block-heading" id="dialogo-interno-positivo">Dialogo interno positivo</h3><p>In una&nbsp;<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0001879105001338" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca</a>&nbsp;del 2006 ad un gruppo di soggetti veniva insegnata la strategia del&nbsp;<strong>dialogo interno positivo</strong>&nbsp;prima di affrontare un colloquio di lavoro.</p><p>Tali soggetti percepivano un più alto senso di&nbsp;<strong>auto-efficacia</strong>&nbsp;durante il colloquio di lavoro e venivano valutati più positivamente dagli esaminatori rispetto ad un altro gruppo di soggetti ai quali non era stato fornito questo tipo di trainig.</p><p>Per dialogo interno positivo intendiamo pensieri del tipo: ” voglio farcela”; “sono pronto a dare il massimo”,”farò una buona impressione”,”sarò in grado di rispondere con calma a tutte le domande che mi faranno”;”sono in grado di entrare nella stanza mostrando calma e sicurezza”.</p><h3 class="wp-block-heading" id="mostrati-a-tuo-agio">Mostrati a tuo agio</h3><p>Affrontare un colloquio di lavoro mostrandosi a proprio agio aumenta le probabilità di essere valutato più positivamente.</p><p>Il modo di porsi durante il colloquio é tanto importante quanto i contenuti dello stesso. Quando ci si comporta in maniea fiduciosa, autentica ed entusiastica è più probabile superare la selezione.</p><h3 class="wp-block-heading" id="tecnica-della-visualizzazione">Tecnica della visualizzazione</h3><p>Come sostiene Lo psicologo Richard Lazarus:&nbsp;<em>“le cose che noi temiamo nella realtà, le temiamo anche nell’immaginazione. La conseguenza è che le cose che non temiamo più nell’immaginazione non ci turberanno più neanche nella vita reale”</em>&nbsp;(Lazarus, 1966, p.65).</p><p>Quindi utilizzare le immagini mentali può essere una modalità per affrontare e gestire stati emotivi dolorosi e fronteggiare situazioni difficili della vita di tutti i giorni.</p><p>In uno studio pubblicato sul&nbsp;<em>Journal of managerial psychology</em>&nbsp;i soggetti che visualizzavano immagini mentali nelle quali loro si sentivano sicuri, rilassati ed a proprio agio,e che immaginavano un esito positivo del colloquio di lavoro, mostravano una migliore performance e minore stress durante il colloquio.</p><p>Le immagini mentali possono essere un potente alleato per migliorare la qualità della vita.</p><p>A volte richiedono un esercizio costante per sortire effetti tangibili, altre volte si mostrano immediatamente efficaci.</p><p>Considerate le diverse prove di efficacia provenienti tanto dall’ambito clinico che dalla ricerca sperimentale, esse non possono non essere prese in considerazione.</p><h3 class="wp-block-heading" id="controlla-l-inflessione-dialettale">Controlla l’inflessione dialettale</h3><p>I dialetti sono sinonimi di riti, storia e tradizioni che devono essere senza dubbio preservati nel tempo.</p><p>Tuttavia, soprattutto dal punto di vista professionale e lavorativo, si rende a volte necessario ridurre la propria inflessione dialettale per sostituirla con una “cadenza” più asettica, in cui dominanti siano gli accenti propri della lingua italiana.</p><p>Non si tratta di frequentare un corso di corretta dizione prima di affrontare un colloquio di lavoro, ma solamente di imparare a controllare l’inflessione dialettale e il peso dell’accento nel nostro modo di esprimersi.</p><p>Uno studio pubblicato sul&nbsp;<em>British Journal of Psychology</em>&nbsp;ha evidenziato che quei soggetti con maggiore inflessione dialettale nel loro linguaggio erano valutati come meno competenti rispetto a coloro che parlavano in modo più neutro.</p><h3 class="wp-block-heading" id="contatto-oculare">Contatto oculare</h3><p>E’ consigliato mantenere il contatto oculare nella giusta misura.</p><p>Troppo poco contatto oculare, infatti, comunica implicitamente che non siamo interessati al posto di lavoro.</p><p>Al contrario, mantenere un contatto oculare troppo fisso veicola intimidazione e può generare nell’interlocutore meccanismi di difesa e irrigidimento.</p><p>Guarda sempre negli occhi l’intervistatore.</p><p>Ti risulta difficile? Cerca di rilassarti e di concentrarti su quello che dice, così guardarlo negli occhi ti risulterà più facile.</p><h3 class="wp-block-heading" id="controlla-la-postura">Controlla la postura</h3><p>Siedi in modo composto, con la schiena dritta.</p><p>Attento a non incrociare le braccia: é una posizione che denota un atteggiamento di chiusura e difensivo.</p><p>Sporgiti leggermente in avanti per mostrarti più concentrato ed interessato.</p><p>Dai una stretta di mano sicura. Evita la mano floscia ma non stritolare la mano dell’intervistatore!</p><p>Trova una giusta via di mezzo.</p><p>Evita di giocherellare con penne, collane o capelli. Non aggrapparti ai braccioli della sedia come se stessi per cadere in un burrone.</p><p>Sono tutti atteggiamenti che ti fanno sembrare in ansia.</p><h3 class="wp-block-heading" id="imita-un-modello">Imita un modello</h3><p>Prendi a modello un personaggio che secondo te ha un buon linguaggio del corpo e buone doti comunicative ed osservalo durante le sue apparizioni per capire cosa potresti imparare da lui/lei.</p><p>Come hai potuto leggere, sono tanti gli aspetti da tenere presenti se si vuole superare un colloquio di lavoro all’estero.<strong></strong></p><p>E tu hai già fatto un&nbsp;<strong>colloquio di lavoro all’estero</strong>&nbsp;o ne stai preparando uno a breve? Ti stai esercitando? Quali sono gli aspetti sui quali secondo te occorre fare una maggiore pratica?</p><p>Se lo desideri puoi condividere qui sotto la tua esperienza.</p><h4 class="wp-block-heading" id="bibliografia">Bibliografia</h4><p>Lazarus A. (1977),&nbsp;<em>“L’occhio della mente. La forza dell’immaginazione per arricchire la personalità”</em>, Roma, Astrolabio (trad.it. 1996)</p><figure class="wp-block-embed"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://psycnet.apa.org/record/2009-21033-003
</div></figure><figure class="wp-block-embed"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1468-2389.2009.00481.x
</div></figure><figure class="wp-block-embed"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.emerald.com/insight/content/doi/10.1108/02683940310494395/full/html
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		<title>Come smettere di rimandare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 08:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[lavorare all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[perfezionismo]]></category>
		<category><![CDATA[procrastinare]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.22&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.4&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><!-- divi:paragraph -->Tutti hanno rimandato un compito ad un certo punto della loro vita. Ti sei mai chiesto perché avviene ciò? Mentre alcuni lo vedono (in se stessi o in altre persone) come semplice  pigrizia, nello<strong> smettere di rimandare</strong>  entrano in gioco altre dinamiche.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Le ricerche più recenti suggeriscono che la <strong>procrastinazione</strong> possa essere legata alla difficoltà di gestione dell&#8217;angoscia.</p>
<p>In particolare, sembra che la colpa sia dell&#8217;avversione al compito; se le persone considerano il compito spiacevole ( duro, noioso, doloroso &#8230;), è più probabile che lo rimandino.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Mentre i procrastinatori potrebbero cercare di evitare l&#8217;angoscia nell’immediato, questo approccio può causare più angoscia nel lungo periodo.</p>
<p>La procrastinazione può portare a un aumento dello<a href="https://lapsicologa-online.it/affrontare-lo-stress/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> stress</strong></a>, a problemi di salute e prestazioni peggiori.</p>
<p>I procrastinatori tendono ad avere più <strong>problemi di sonno</strong> e sperimentano un rimpianto più stressante rispetto ai non procrastinatori.</p>
<p>Inoltre, la procrastinazione può anche ostacolare l’<strong>autostima</strong> con sensi di colpa, vergogna o <a href="https://lapsicologa-online.it/la-voce-critica-interna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pensieri autocritici</strong></a> che possono derivare dal <strong>rimandare i compiti</strong>.</p>
<h2>Superare la tendenza a smettere di rimandare</h2>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Se hai difficoltà a rimandare le cose, prova uno di questi suggerimenti:</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong></strong><strong>Sbarazzarsi della catastrofizzazione.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Uno dei motivi principali per cui le persone procrastinano è perché catastrofizzano.</p>
<p>Potrebbe essere correlato a quanto sarà difficile, noioso o doloroso completare il compito; in ogni caso, il tema di fondo è che svolgere il compito sarà &#8220;insopportabile&#8221;.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->In realtà, le sfide, la noia e il duro lavoro non ti uccideranno, né ti faranno star male.</p>
<p>La procrastinazione, d&#8217;altra parte, è associata allo<strong> stress</strong> &#8211; pensa allo stress che senti quando eviti di fare una telefonata che sai che devi fare.</p>
<p>Quindi considera le cose in prospettiva: &#8220;Certo, questo non è il mio compito preferito, ma posso farcela.&#8221;</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Concentrati sul tuo &#8220;perché&#8221;</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->I procrastinatori si concentrano maggiormente sui vantaggi a breve termine (evitando l&#8217;angoscia associata al compito), al contrario dei risultati a lungo termine (lo stress di non farlo, nonché le conseguenze dell&#8217;evitare questo compito).</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Invece, prova a concentrarti sul perché stai eseguendo questa attività: quali sono i vantaggi a lungo termine?</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><!-- divi:paragraph --><strong></strong><strong>Programma le cose da fare.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->I progetti che verranno realizzati &#8220;quando avrò tempo&#8221; tendono spesso a non essere eseguiti mai.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Devi programmare quando hai intenzione di lavorare su un progetto e rispettare quel tempo, proprio come faresti per un incontro importante.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->E quando è il momento di fare il tuo lavoro, imposta un timer in modo da poter rimanere concentrato per tutto il tempo assegnato.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong> Sii realistico.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Mentre stabilisci il tuo programma, preparati per il successo.</p>
<p>I progetti spesso richiedono molto più tempo del previsto, quindi concediti un po&#8217; di tempo extra.</p>
<p>E cerca modi per semplificarti il lavoro: se, ad esempio, non sei una persona mattiniera, non aspettarti di alzarti un&#8217;ora prima per iniziare il programma di esercizi che hai rimandato per mesi.</p>
<p>Potrebbe essere meglio programmare tale attività durante il pranzo o prima di cena.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Suddividi il compito.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Quando un&#8217;attività sembra complessa, spesso si tende a procrastinare.</p>
<p>Quindi, come puoi suddividere questo compito in parti più piccole e più gestibili?</p>
<p>Ad esempio, se si desidera scrivere un libro, è possibile scegliere di tracciare uno schema, identificare ogni capitolo, capire le sezioni nei capitoli e quindi impegnarsi a scrivere una parte alla volta.</p>
<p>Ridurlo in questo modo ti aiuterà a sentirti meno sopraffatto e più motivato.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Scuse sparite.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Qualcuna di queste scuse ti suona familiare?: “Devo essere dell&#8217;umore giusto.” “Aspetterò fino a quando non avrò tempo.” “Lavoro meglio sotto pressione.” “Ho bisogno che accada x prima di poter iniziare.”</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Smettila!</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Sii onesto con te stesso: queste sono scuse.</p>
<p>Certo, potrebbe essere bello &#8220;essere in vena&#8221;, ma aspettare che ciò accada può significare che non avvierai mai il tuo progetto.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Trova un partner.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Stabilisci scadenze specifiche per il completamento di un&#8217;attività.</p>
<p>Trova qualcuno che ti aiuterà ad essere responsabile.</p>
<p>Potrebbe essere una promessa per il tuo capo o cliente che tu completi il ​​lavoro entro una certa data.</p>
<p>Oppure potrebbe essere un allenatore che ti aiuta a rimanere in pista.</p>
<p>O semplicemente trovare un partner di responsabilità. In questa relazione, ti connetti con qualcuno (al telefono, ad esempio) a determinati intervalli di tempo (come una volta alla settimana) e ti impegni a fare ciò che farai prima del tuo prossimo incontro.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Ottimizza il tuo ambiente.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Il tuo ambiente può aiutarti o ostacolare la tua produttività.</p>
<p>Fai attenzione soprattutto alla tecnologia, come la tua e-mail o il tuo messenger.</p>
<p>I social media, la &#8220;ricerca&#8221; su Internet che ti conduce lontano dai binari e le telefonate possono portare alla procrastinazione.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Per cui durante il periodo di tempo programmato per lavorare su una determinata attività, chiudi la tua e-mail e messaggistica istantanea, spegni il telefono (o almeno impostalo su &#8220;Non disturbare&#8221; e mettilo fuori dalla vista), non andare sul web fino a quando non hai terminato il lavoro, oppure raggruppa  le ricerche necessarie su Internet alla fine della tua attività.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Ricompensati.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Stabilisci una ricompensa se &#8211; e solo se &#8211; fai quello che hai programmato di fare.</p>
<p>Non lasciarti distrarre da quella nuova serie su Netflix, controlla i tuoi social media o pranza solo quando avrai completato quello che hai programmato.</p>
<p>Quindi, invece di usare questi compiti e distrazioni per procrastinare, trasformali in premi.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Perdona te stesso.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Smetti di rimuginare sul passato.</p>
<p>Pensieri come &#8220;avrei dovuto iniziare prima&#8221; o &#8220;rimando sempre; sono un perdente” non farà che peggiorare le cose.</p>
<p>La ricerca mostra che perdonare te stesso per aver procrastinato in passato ti aiuterà a <strong>smettere di rimandare</strong> il lavoro che hai intenzione di portare a termine.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Puoi provare a usare la procrastinazione passata a tuo vantaggio.</p>
<p>Come? Prendi consapevolezza di cosa ti è sfuggito: paura, stress, non avere una buona comprensione di come progredire, mancanza di responsabilità, ecc.</p>
<p>Quindi affronta quegli ostacoli nel presente e nel futuro.</p>
<p>Se, ad esempio, è stata la paura a contribuire alla tua procrastinazione, quali passi puoi fare per sentirti più potente e meno spaventato la prossima volta?</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><strong>Abbandona il perfezionismo.</strong></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Il perfezionismo è una mentalità tutto o niente: qualcosa è perfetto o è un fallimento.</p>
<p>Le persone con tendenze perfezionistiche tendono ad aspettare che le cose siano perfette per procedere &#8211; quindi, se non è perfetto, non puoi essere finito.</p>
<p>O se non è il momento perfetto, credi di non poter iniziare.</p>
<p>Questa mentalità tutto o niente può trattenerti dall&#8217;avviare o dal completare le attività.</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph -->Invece, concentrati sull&#8217;essere migliore piuttosto che perfetto.</p>
<p>Ciò significa cercare ancora l&#8217;eccellenza, creare l&#8217;eccellenza o prepararsi a condizioni eccellenti, ma allo stesso tempo, ci si concentra sulla realizzazione del lavoro.</p>
<p>E tu che strategie usi per  <strong>smettere di rimandare</strong>?</p>
<p>Fonte:</p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
<p><!-- divi:paragraph --><a href="https://www.psychologytoday.com/us/blog/better-perfect/201703/11-ways-overcome-procrastination" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.psychologytoday.com/us/blog/better-perfect/201703/11-ways-overcome-procrastination</a></p>
<p><!-- /divi:paragraph --></p>
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		<title>Cinque segnali che devi cambiare lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 08:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[lavorare all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[carriera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[routine]]></category>
		<category><![CDATA[stagnazione]]></category>
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					<description><![CDATA[È evidente che i&#160;nostri interessi e i nostri obiettivi professionali non sono statici.&#160;Se i nostri valori possono cambiare, questo è possibile anche per &#160;i nostri bisogni o interessi.&#160;E&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È evidente che i&nbsp;<strong>nostri interessi e i nostri obiettivi professionali non sono statici</strong>.&nbsp;Se i nostri valori possono cambiare, questo è possibile anche per &nbsp;i nostri bisogni o interessi.&nbsp;E dal momento che trascorriamo gran parte della nostra vita al lavoro, dobbiamo adeguare il lavoro a noi.</p><p>I seguenti segnali sono indicatori chiave per comprendere se è arrivato il momento di cambiare lavoro.</p><p><strong>1. Ho perso fiducia nell’azienda</strong></p><p>Quello che siamo e ciò che pensiamo deve andare in consonanza con il lavoro che abbiamo.<span id="more-764"></span>&nbsp;Se va contro i nostri valori o la sua etica si allontana dalla nostra, possiamo sentirci a disagio.&nbsp;È uno dei motivi per cambiare lavoro, perché se perdiamo la fiducia nell’azienda, non contribuiremo adeguatamente alla sua crescita.</p><p><strong>2. Stagnazione</strong></p><p>Questo segnale non è decisivo per tutti.&nbsp;Alcuni sono a proprio agio nella routine, senza responsabilità.&nbsp;Ma altri hanno bisogno di nuove sfide, hanno bisogno di mobilità all&#8217;interno dell&#8217;azienda e sono in grado di crescere.&nbsp;Se questo non avviene, la stagnazione può farci perdere interesse per quello che facciamo.&nbsp;Questo è esacerbato quando sono i capi a imporre un limite alla crescita professionale.</p><p><strong>3. Cattiva relazione con i superiori</strong></p><p>I superiori sono coloro che prendono le decisioni che riguardano l’insieme dell&#8217;azienda e dei dipendenti.&nbsp;Se hanno un conflitto con un dipendente, potrebbero non essere imparziali nei suoi confronti.&nbsp;Quando i nostri valori sono diversi o la nostra &nbsp;personalità si scontra con quelle di un leader, dobbiamo analizzare se v&#8217;è la possibilità di avanzamento.&nbsp;Se questo non è possibile, meglio cercare un altro lavoro.</p><p><strong>4. Mancanza di energia</strong></p><p>Ciò che ci spinge ad alzarci al mattino o entrare in ufficio felici è la nostra energia.&nbsp;Ma è anche il motore di tutto ciò che facciamo durante il giorno.&nbsp;Se la nostra energia è a terra, dobbiamo ascoltare il nostro corpo.&nbsp;E’ un segnale della scarsa soddisfazione del lavoro.</p><p><strong>5. Squalifica</strong></p><p>Molte volte scegliamo un lavoro per la sua semplicità.&nbsp;Questa semplicità è anche di natura mentale.&nbsp;Se le nostre capacità e conoscenze superano in modo significativo ciò che la posizione richiede, non avremo alcuna sfida.&nbsp;A lungo termine, ciò può privarci di &nbsp;energia e motivazione.</p><p>Il lavoro richiede molte ore del nostro tempo.&nbsp;<strong>Essere infelici finisce con l&#8217;essere troppo costoso.&nbsp;</strong>Prestando attenzione ad alcuni segnali, sapremo se siamo di fronte a una crisi temporanea o se dobbiamo davvero iniziare ad aggiornare il curriculum.</p><p>Qui la fonte originale : <a href="https://angelrull.com/cuando-cambiar-de-trabajo/" target="_blank" rel="noopener">https://angelrull.com/cuando-cambiar-de-trabajo/</a></p>]]></content:encoded>
					
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