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	<title>litigi tra partner &#8211; Marina Arrivas &#8211; Psicologa Online</title>
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	<description>psicologa italiana per italiani all&#039;estero</description>
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	<title>litigi tra partner &#8211; Marina Arrivas &#8211; Psicologa Online</title>
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		<title>Perchè ci scateniamo nei litigi di coppia. 2° parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marina arrivas]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2019 09:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[litigi tra partner]]></category>
		<category><![CDATA[problemi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[stile di attaccamento]]></category>
		<category><![CDATA[voce critica interiore]]></category>
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					<description><![CDATA[Per capire come mai determinati comportamenti scatenano litigi di coppia e perché interpretiamo le azioni del nostro partner nel modo in cui lo facciamo, è utile esplorare la nostra “cronologia di allegati”. Nella prima infanzia&#160;stabiliamo modelli di attaccamento con figure importanti nelle nostre vite.&#160;Questi modelli continuano a funzionare come &#8220;modelli di lavoro&#8221; per le relazioni&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per capire come mai determinati comportamenti scatenano <strong>litigi di coppia</strong> e perché interpretiamo le azioni del nostro partner nel modo in cui lo facciamo, è utile esplorare la nostra “cronologia di allegati”.</p><p>Nella prima infanzia&nbsp;stabiliamo modelli di attaccamento con figure importanti nelle nostre vite.&nbsp;Questi modelli continuano a funzionare come &#8220;modelli di lavoro&#8221; per le relazioni in età adulta.</p><p>In altre parole, influenzano il modo in cui ci comportiamo e come ci aspettiamo che si comportino gli altri.&nbsp;Possono anche aiutare a formare il contenuto della nostra voce interiore critica.</p><h2 class="wp-block-heading">Litigi di coppia e stili di attaccamento infantili.</h2><p>Da bambini, se sperimentavamo un modello di<strong> attaccamento sicuro</strong>, eravamo in grado di sentirci al sicuro, visti e consolati da un genitore (o caregiver) e di vedere quel genitore come una base sicura da cui avremmo potuto avventurarci ed esplorare il mondo.</p><p>Da adulti tendiamo ad essere più soddisfatti, solidali e sicuri nelle nostre relazioni, sentendoci connessi, e allo stesso tempo permettiamo a noi stessi e al nostro partner di muoversi liberamente.</p><h3 class="wp-block-heading">Attaccamento ansioso ambivalente.</h3><p>Tuttavia, se da bambini abbiamo sperimentato un<strong> attaccamento ansioso ambivalente</strong>, i nostri genitori erano probabilmente disponibili ad intermittenza.&nbsp;</p><p>A volte ci hanno fatto sentire sicuri, visti e consolati, ma altre volte, potrebbero essere stati non disponibili, invadenti o mal coordinati ai nostri bisogni.&nbsp;</p><p>Potrebbero persino aver agito per il proprio bisogno o &#8220;fame emotiva&#8221; nei nostri confronti.&nbsp;Questo ha creato uno schema in cui dovevamo agire per essere notati dai nostri genitori e soddisfare i nostri bisogni.</p><p>Da adulti, essendo cresciuti vivendo un modello di attaccamento ambivalente, è più probabile che ci sentiamo insicuri e insicuri dell&#8217;amore del nostro partner.&nbsp;</p><p>Diventiamo preoccupati, chiedendoci sempre e cercando di accertarci se il nostro partner sarà lì per noi, chiedendo spesso rassicurazioni in un modo che lo allontana.&nbsp;Spesso ci sentiamo disperati, ansiosi, timorosi o gelosi.</p><p>Avere uno stile di attaccamento preoccupato ci rende più propensi a sentirsi innescati da un partner in modi specifici.&nbsp;Ad esempio, se ci accorgiamo che il nostro partner sta guardando qualcun altro, la nostra voce interiore critica potrebbe dire: &#8220;Vuole stare con altre persone.&nbsp;Ti lascerà.&nbsp;Dovresti affrontarlo proprio ora! &#8220;</p><p>Se il nostro partner non si mette immediatamente in contatto con noi, potremmo pensare:&#8221; Lei è infastidita da te.&nbsp;Presto, devi chiamarla per sistemare le cose. &#8220;Se il nostro partner è tranquillo a cena, potremmo pensare:&#8221; Perché non ti sta parlando?&nbsp;Ti trova noioso.&nbsp;Fagli dire cosa c&#8217;è che non va. &#8220;</p><h3 class="wp-block-heading">Attaccamento evitante.</h3><p>In alternativa, se avessimo un genitore che era emotivamente indisponibile o rifiutava le nostre offerte di relazione, molto probabilmente abbiamo formato un<strong> modello di attaccamento evitante</strong>, e abbiamo imparato che essere in contatto con i nostri bisogni era doloroso, frustrante e vergognoso.&nbsp;</p><p>Da adulti, siamo probabilmente in grado di formare un attaccamento sprezzante in cui siamo emotivamente distanti dal nostro partner.&nbsp;Ad esempio, potremmo concentrarci più sul nostro lavoro che sulla nostra relazione.&nbsp;Potremmo essere &#8220;pseudo-indipendenti&#8221; e considerarci semplicemente buoni per conto nostro.&nbsp;</p><p>Poiché ci siamo adattati scollegandoci dai nostri stessi bisogni, spesso percepiamo gli altri come emotivamente &#8220;bisognosi&#8221;. Quando ci sentiamo innescati dal nostro partner, possiamo vedere che sta raggiungendo o tentando di connettersi come bisognoso, drammatico o travolgente.</p><p>Nei <strong>litigi di coppia</strong> i nostri attacchi vocali possono essere:&nbsp;<em>Perché è così concentrata su di te?&nbsp;Hai bisogno del tuo spazio.</em>&nbsp;<em>È così emotivo tutto il tempo.&nbsp;Non puoi occupartene adesso.&nbsp;Lei chiede troppo a te.&nbsp;Devi creare un confine.&nbsp;Lui è un bambino.</em></p><p>I nostri schemi di attaccamento possono portarci a distorcere il nostro partner, inserendolo in un&#8217;immagine che proviene dal nostro passato.&nbsp;Ad esempio, una persona ansiosamente attaccata può leggere il rifiuto in un partner totalmente devoto che è solo occupato al momento.&nbsp;</p><p>Una persona distaccata può vedere &#8220;bisogno&#8221; in un semplice gesto di affetto.&nbsp;Distorciamo i nostri partner immaginando che si comportano in certi modi o ci vedono in modi che si adattano a una vecchia identità che sentivamo nella nostra famiglia d’origine.</p><h2 class="wp-block-heading">Provare di nuovo vecchie emozioni.</h2><p>Sentiamo tutte le dolorose vecchie emozioni che abbiamo provato da bambini.&nbsp;Pertanto, reagiamo in maniera eccessiva, che a sua volta innesca la reazione eccessiva del nostro partner.</p><p>Poiché queste dinamiche ci sono così familiari, nei <strong>litigi di coppia </strong> possiamo persino agire in modi che ricreino inconsciamente il clima emotivo in cui siamo cresciuti.&nbsp;</p><p>Se ci sentivamo criticati e controllati nella nostra famiglia, dove ci veniva spesso detto che eravamo &#8220;pigri&#8221; o &#8220;infantili&#8221;, probabilmente ci sentiremmo portati ad essere accondiscendenti da adulti.</p><p>Possiamo lasciare le cose in giro o dimenticare di fare le cose per provocare la reazione del nostro partner.&nbsp;</p><p>Giochiamo su un lato di una dinamica per far sì che il nostro partner giochi l&#8217;altro.&nbsp;Inevitabilmente, ci sentiremo innescati e reattivi verso il nostro partner, e continueremo ad attaccarlo con gli stessi aggettivi che abbiamo raccolto dalla nostra famiglia di origine.</p><h2 class="wp-block-heading">Litigi di coppia ed emozioni primarie.</h2><p>Nell’ambito di una relazione affettiva, oltre ai pensieri critici che emergono, siamo molto suscettibili ad essere stimolati emotivamente.</p><p>Possiamo pensare che le nostre emozioni siano risposte razionali a eventi reali, ma raramente siamo consapevoli che l&#8217;intensità dei nostri sentimenti ha molto a che fare con il nostro passato.</p><p>Greenberg descrive come le emozioni primarie siano la nostra prima reazione emotiva, ma sono spesso coperte da un&#8217;emozione secondaria più difesa.&nbsp;Spesso siamo consapevoli solo dell&#8217;emozione secondaria.</p><p>&nbsp;Ad esempio, se il nostro partner dimentica un piano che avevamo fatto insieme, possiamo provare rabbia per evitare di provare l&#8217;emozione più vulnerabile di essere ferito.</p><p>Le nostre emozioni primarie ci offrono indizi sui nostri bisogni, quindi è importante entrare in contatto con loro.&nbsp;Sono spesso legati a sentimenti più profondi di dolore, tristezza o vergogna dal nostro passato.&nbsp;</p><p>Affrontarli può farci sentire vulnerabili ed esposti.&nbsp;Di conseguenza, potremmo essere più inclini a reagire al nostro partner in base alle nostre emozioni secondarie: la rabbia che segue la vergogna, l&#8217;ansia che segue la tristezza, ecc.</p><h3 class="wp-block-heading">Risposte disadattive.</h3><p>Le emozioni primarie possono essere reazioni adattative a ciò che sta realmente accadendo, ma possono anche essere risposte disadattive basate su schemi del nostro passato.&nbsp;Possono essere scatenate dagli eventi attuali, ma spesso si collegano a modi in cui ci sentivamo un tempo nelle nostre vite.&nbsp;</p><p>Ad esempio, se siamo stati visti o trattati come se fossimo un peso nella nostra famiglia, una dimenticanza del nostro partner può innescare un&#8217;intensa sensazione di essere senza valore che ha poco a che fare con le azioni o le intenzioni del nostro partner.&nbsp;</p><p>Prima di dare un senso o persino di riconoscere questa tristezza, potremmo avere una reazione imbarazzata che ci porta a ritirarci dal nostro partner, magari punendolo o tacendo.</p><p>Tuttavia, se affrontiamo quella sensazione primaria di tristezza e permettiamo a noi stessi di sentirlo, in realtà siamo meno propensi a essere schiavi della nostra secondaria <strong><a href="https://lapsicologa-online.it/emozioni-un-indicatore-prezioso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emozione</a></strong> di vergogna.</p><p>Invece di una reazione istintiva ed immediata, possiamo permetterci di cavalcare l&#8217;onda delle emozioni che ci insegna qualcosa di più profondo su noi stessi e le nostre reazioni.</p><p>Inoltre, come spiega Greenberg, le emozioni primarie tendono a &#8220;lavarci sopra&#8221; e ci lasciano sollevati e rivitalizzati piuttosto che bloccati nella nostra sofferenza.</p><p>Inoltre, rivelando la nostra emozione primaria al partner, gli consentiamo di conoscerci a un livello più profondo, e, che ci crediate o no, siamo più propensi a suscitare una risposta premurosa da parte sua.&nbsp;</p><p>L&#8217;emozione primaria ci connette al nostro bisogno, che possiamo poi esprimere, e quando lo facciamo, abbiamo maggiori probabilità di ottenere quello che vogliamo.</p><h2 class="wp-block-heading">Cambiare prospettiva.</h2><p>Spesso le persone pensano che per cambiare la loro reazione al partner, devono cambiare il partner.&nbsp;Eppure, in realtà, possiamo smettere di sentirci così intensamente innescati dal nostro partner guardando più da vicino.&nbsp;</p><p>Ossia essendo disposti ad esplorare le <strong><a href="https://lapsicologa-online.it/la-voce-critica-interna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">voci interiori critiche</a></strong>, i modelli di attaccamento e le emozioni che si infiltrano nelle nostre reazioni, possiamo cambiare la nostra prospettiva di chi siamo veramente e di ciò che realmente sentiamo.&nbsp;</p><p>Possiamo iniziare a togliere le sovrapposizioni negative dal nostro passato per permettere a noi stessi di essere liberi di essere vicini a qualcun altro nella nostra vita di oggi.</p><p>E tu cosa pensi delle ragioni psicologiche profonde dei <strong>litigi di coppia</strong>? Se lo desideri puoi lasciare un commento a questo articolo nello spazio sottostante.</p><p>Qui la fonte originale : <a href="https://www.psychalive.org/why-do-we-trigger-each-other-in-close-relationships/" target="_blank" rel="noopener">https://www.psychalive.org/why-do-we-trigger-each-other-in-close-relationships/</a></p>]]></content:encoded>
					
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