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Il vecchio Samurai

Molto, molto tempo fa, nei pressi di Tokyo viveva un vecchio e rispettato samurai che aveva vinto molte battaglie. Il suo tempo di guerriero era passato. Questo saggio samurai si dedicava ora ad insegnare ai più giovani, anche se sopravviveva la leggenda secondo la quale fosse tuttora in grado di sconfiggere qualsiasi avversario, non importa quanto forte. Una sera d’estate, si presentò a casa sua un guerriero noto per la sua arroganza e la poca cavalleria. Era famoso per il suo carattere provocatorio e i pochi scrupoli. La sua strategia era quella di provocare l’avversario fino a quando questo, mosso dalla rabbia, abbassava la guardia e attaccava alla cieca. Si diceva che non fosse mai stato sconfitto. Continue reading “Il vecchio Samurai”

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Il prigioniero e il fabbro

C’è una prigione buia con una persona dentro.

C’è una porta di ferro chiusa con diverse mandate.

C’è una serratura, ma la persona non la vede.

Ha già cercato a lungo una soluzione apparentemente impossibile, sin quasi alla resa.

C’è un fabbro fuori dalla gabbia. Può fabbricare chiavi di ogni forgia ma ha bisogno che il prigioniero lo aiuti.

Com’è la porta?

Com’è la forma della serratura?

A tentoni il prigioniero può rispondere mentre il fabbro lavora. Dalla fucina possono arrivare nella cella lampi di luce.

Il prigioniero può vedere a sprazzi e fornire dettagli più precisi al fabbro.

Poi il silenzio

La chiave gira più volte.

La cella è aperta e il fabbro se ne va.

Il prigioniero abbasserà la maniglia per uscire?

(E.M.Secci)

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La felce ed il bambù

C’era una volta un falegname che sembrava aver ottenuto tutto ciò che voleva dalla vita. Aveva una propria falegnameria, una moglie che amava e due figli meravigliosi. Tuttavia un giorno cominciò a ricevere meno ordini di lavoro, e per questo, cominciò ad avere dei problemi economici in casa.

L’uomo voleva prendersi cura del pr0prio lavoro e per farlo cercò diversi modi per portare avanti la propria falegnameria, ma nessuno di questi dava dei buoni risultati. I problemi economici cominciavano a generare problemi con sua moglie e i bambini, nel vedere Continue reading “La felce ed il bambù”

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Il coraggio di tagliare i rami

“Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al maestro di falconeria perché li addestrasse. Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato. «E l’altro?» chiese il re. «Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli il cibo».
Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco. Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno poté schiodare il falco dal suo ramo. Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull’albero, giorno e notte. Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema.
Il mattino seguente, il re spalancò la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino. «Portatemi l’autore di questo miracolo» ordinò.
Poco dopo gli presentarono un giovane contadino. «Tu hai fatto volare il falco? Come hai fatto? Sei un mago, per caso?» gli chiese il re. Intimidito e felice, il giovane spiegò: «Non è stato difficile, maestà… Io ho semplicemente tagliato il ramo. Il falco si è reso conto di avere le ali ed ha incominciato a volare!»                                                                                      (storia zen)

 

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Storia di una principessa

C’era una volta una principessa innamorata del suo principe azzurro il quale però aveva poco tempo da dedicarle. E’ molto impegnato con riunioni di corte, con caccia alla volpe, con viaggi nei regni vicini. Quando la principessa gli chiede quando possono stare insieme,lui sospira e sotto voce dice che purtroppo non può fare dei piani precisi perché è molto impegnato con i doveri di corte. La principessa è comprensiva e fiduciosa. Le basta che ogni tanto il principe le rivolga uno sguardo o le prometta una futura visita.

Intanto il tempo passa e le amiche della principessa si sposano con i loro principi azzurri, hanno figli e crescono sperimentando le differenze delle varie fasi della vita e dei rapporti. La principessa sente invece di rimanere giovane; la sua ingenuità la mantiene eterna adolescente che aspetta che la promessa del suo principe si trasformi in impegno.                                                                                                                                                                                          Un giorno,annoiata da una grigia giornata si guarda allo specchio e non si riconosce. vede di fronte a sé una vecchia rugosa e con i capelli bianchi. Si guarda attentamente negli occhi per verificare se è proprio lei e per vedere se ci sono tracce della bella principessa che era. Guardandosi profondamente negli occhi vede che è rimasto solo lo sguardo dell’illusione che per troppi anni le ha impedito di vedere quello che era evidente.                                                                      (C.C.Casula)

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Il castello degli specchi

C’era una volta un castello medievale abitato dal re, dalla regina e da tutta la corte. Il re voleva abbellire le stanze del castello e decise di comprare degli specchi.
Va così nella città degli specchi e si aggira tra i negozi per trovare quello più adatto. Entra nel primo e trova un vetraio specializzato in cornici. Mentre il re chiede di vedere alcuni specchi il vetraio indica la bellezza, il pregio, la fattezza, la raffinatezza e la preziosità delle sue cornici. Il re capisce che questo non è il vetraio che fa per lui e va in un altro negozio . Nel secondo negozio il re vede dei bellissimi specchi a mosaico,composti da tanti piccoli pezzi messi assieme in modo elegante, che però consentono di vedere un piccolo pezzo per volta e non la figura intera: anche questo non è il negozio che il re cerca. Entra in un terzo negozio per capire subito che in questo si vendono specchi deformanti: non è ciò che cerca.
Ad un certo punto sente qualcuno canticchiare. Si fa guidare da questo canto ed arriva in un laboratorio dove un vetraio sta completando uno specchio. Il re lo osserva lavorare e gli bastano pochi indizi per comprendere la maestria del vetraio accompagnata da una profonda serenità. Il re incuriosito, gli chiede cosa lo rende così sereno. E il vetraio risponde “Ho un lavoro che mi piace e mi da soddisfazione, una moglie amica e compagna fedele e due bambini sani e simpatici. Non c’è niente al mondo che potrei desiderare di più”. Il re allora chiede cosa hanno in particolare i suoi specchi. Il vetraio risponde che i suoi specchi sono molto semplici, essenziali, assolvono la loro funzione naturale. Il re chiede qual’è la funzione naturale di uno specchio.Il vetraio risponde: “E’ quella di rispecchiare”. Il re chiede allora: “Qual’è il segreto racchiuso negli specchi? Qual’è la loro magia?” Il vetraio ci pensa un po’ e poi risponde:”Il segreto degli specchi è nell’occhio di chi guarda”.                    (C.C.Casula)

 

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L’elefante e il topolino

 

C’era una volta un elefante che passeggiava tranquillo quando sente uno strano rumore proveniente da dietro di sé. Si gira e vede un topolino. A questa vista  l’elefante si spaventa e comincia a correre, inseguito dal topolino. Ad un certo punto i due passano davanti ad uno specchio e si guardano. L’elefante prima guarda se stesso, poi guarda il topolino. Il topolino prima guarda se stesso e poi guarda l’elefante. A questo punto entrambi intuiscono qualcosa ed entrambi cambiano direzione. Ora è l’elefante che insegue il topolino.                                                                                                                                                                                                                                                                                       (C. Casula)

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